<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Il blog del Gabbro</title>
	<atom:link href="http://gcasagrande.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://gcasagrande.wordpress.com</link>
	<description>Taccuino di un giovane sporcaccione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Nov 2009 18:11:12 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='gcasagrande.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/0bab2d7c0e109453cbc5600e4f240726?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Il blog del Gabbro</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://gcasagrande.wordpress.com/osd.xml" title="Il blog del Gabbro" />
		<item>
		<title>Pace fatta tra la Lega Nord e l&#8217;autore del video.</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/24/pace-fatta-tra-la-lega-nord-e-lautore-del-video/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/24/pace-fatta-tra-la-lega-nord-e-lautore-del-video/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba seria]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandri]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[filmato]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[leghisti]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pontida]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Torre Maina]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=111</guid>
		<description><![CDATA[Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Modena che conclude definitivamente la vicenda del video che ritrae Matteo Salvini cantare cori contro i napoletani.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=111&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Con questo titolo sabato 18 Luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta di Modena un mio articolo che ripropongo qui in versione integrale.</p>
<p><strong><big>15/7/2009</big></strong></p>
<p><strong><big>“Sono Gabriele Casagrande, lo studente di ventidue anni autore del video che ritrae Matteo Salvini cantare cori contro i napoletani”.<br />
Inizia con queste parole la lettera consegnata </big></strong><strong><big>in forma privata</big></strong><strong><big> ieri a Roma  presso gli uffici di Palazzo Montecitorio.<br />
Il giovane modenese, invitato dallo staff dell&#8217;onorevole leghista Angelo Alessandri, con questa missiva ha voluto chiudere definitivamente il caso politico scatenato sette giorni fa con il video girato la sera del 13 Giugno scorso a Pontida.<br />
“Quel video – recita la lettera &#8211; voleva riportare un elemento insolito e inaspettato: un eurodeputato che festeggia la recente vittoria elettorale e si diverte assieme ai suoi amici e sostenitori, possa piacere o meno, con cori da stadio. Ma la Lega Nord non è solo questo” conclude Casagrande.</big></strong></p>
<p>Sto tornando a Modena in treno, su un treno ad alta velocità partito da Roma Termini in perfetto orario. Sono stanco perché dopo una settimana infinita, a base di notti insonni per la tensione, di messaggi di insulti e di insinuazioni, finalmente, questa storia è giunta al termine. Considerando il partito coinvolto, è stata una settimana da “Caccia a Ottobre&#8230; verde”, senza un minuto di pace!<br />
Siccome sto lavorando alla mia tesina di laurea sulla Lega Nord, già da tempo volevo completare il tutto con un&#8217;esperienza di stage presso la sezione di partito di Modena: quindi, avevo preso contatto con alcuni esponenti locali, come Davide Dotti e Mauro Manfredini.</p>
<p>Mercoledì scorso, nel mezzo del caos mediatico, telefono a quest&#8217;ultimo per prendermi la responsabilità del video e, soprattutto, per sapere se il mio stage fosse ancora fattibile oppure no. Mauro Manfredini, inizialmente, si dimostra incredulo poi stempera il tutto con una risata.<br />
Dopo tutti i chiarimenti del caso, vengo invitato alla cena di partito del venerdì successivo, nella località di Torre Maina. Sfrutto l&#8217;evento per potere incontrare militanti e simpatizzanti per esporre loro la mia posizione, spiegare la mia versione dei fatti e, soprattutto per confrontarmi con serenità in un clima conviviale.</p>
<p>Se su internet ne ho lette di tutti i colori, su tendenze di aperta ostilità, con accuse di razzismo verso bergamaschi e veneti, quella sera, invece, ho potuto riscontrare grandissima cordialità, rispetto ed educazione: pur avendo idee politiche differenti dalle mie, le persone presenti hanno mostrato una correttezza più unica che rara.<br />
Ascoltavo i loro dubbi, rispondevo e, volendo, si scherzava anche sul video.<br />
Non solo quelle persone, ma anche i quotidiani e la radio mi hanno chiesto della genesi di quel filmato.<br />
Quei 29 secondi non sarebbero esistiti se io sei mesi fa non mi fossi posto delle domande,  dei perché.<br />
Quei 29 secondi, non sarebbero esistiti se, nella mia ricerca, mi fossi fermato a quello che mostravano quotidiani e telegiornali.</p>
<p>A Pontida ho potuto toccare con mano e verificare di persona come il prodotto mediatico offerto sul palco si discosti molto da quello che succede dietro le quinte, al riparo dagli occhi del pubblico.<br />
Non credo di essere il migliore, né tanto meno il più furbo o il più intelligente: ho solamente avuto la pazienza di informarmi, di cercare materiale in biblioteca, di fare acquisti in libreria, di leggere e, soprattutto, di ascoltare le storie delle persone. Insomma, ho soddisfatto la mia curiosità, la mia voglia di saperne di più, di non fermarmi alla prima risposta.</p>
<p>In molti mi hanno chiesto quale fosse l&#8217;ingrediente segreto per realizzare scoop (termine eccessivo, secondo me) come questo.<br />
Non c&#8217;è nessun ingrediente segreto, se non la sommatoria di tutte quelle piccole cose che ho sopra citato.</p>
<p>C&#8217;è un detto che calza a pennello con questa situazione: pulisci il marciapiede davanti casa tua e la città sarà più pulita. Qui si tratta di spolverare la tessera della biblioteca, di spendere 25€ in due libri anziché in una singola serata in discoteca e di andare oltre a quanto letto sul giornale preso in edicola.<br />
Internet, anche in questo caso, ha mostrato tutta la sua potenza non solo con la diffusione del video tramite Youtube, ma anche nel fornirmi rapidamente contatti, testimonianze e approfondimenti. Ci vuole davvero poco per utilizzare in modo accorto mezzi come questi.<br />
Quello che ho fatto io non è assolutamente una cosa impossibile, fuori dalla portata del cittadino medio, anzi!</p>
<p>Se ci si comportasse sempre in questo modo, non dico che si risolverebbero come d&#8217;incanto tutti i problemi della nostra società, ma se non altro si avrebbero cittadini più attenti, che si occupano di politica prima ancora che la politica si occupi di loro; dei cittadini che difficilmente si farebbero prendere per i fondelli perché si sono informati seriamente.<br />
Fidatevi, basta davvero poco.</p>
<p>Gabriele Casagrande</p>
<p>&nbsp;</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=111&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/24/pace-fatta-tra-la-lega-nord-e-lautore-del-video/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Salvini, Pontida e la Lega: la mia versione.</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/08/salvini-pontida-e-la-lega-la-mia-versione/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/08/salvini-pontida-e-la-lega-la-mia-versione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba seria]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[colerosi]]></category>
		<category><![CDATA[cori]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[eurodeputato]]></category>
		<category><![CDATA[europarlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[filmato]]></category>
		<category><![CDATA[giuramento]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[leghisti]]></category>
		<category><![CDATA[Leoni]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[Napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[padani]]></category>
		<category><![CDATA[Padania]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Pontida]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>
		<category><![CDATA[rum]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[sapone]]></category>
		<category><![CDATA[terremotati]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=95</guid>
		<description><![CDATA[La mia nota postata su Facebook per fare chiarezza a proposito della questione del video di Matteo Salvini.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=95&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_94" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-94" title="salvini_bandiere.jpg_370468210" src="http://gcasagrande.files.wordpress.com/2009/07/salvini_bandiere_370468210.jpg?w=450&#038;h=280" alt="Matteo Salvini a un comizio." width="450" height="280" /><p class="wp-caption-text">Matteo Salvini a un comizio.</p></div>
<p>Il video se ne stava tranquillo rannicchiato nel suo caldo posticino, la sua morbida e confortevole tana di Youtube.<br />
L&#8217;avevo lì deposto con tanto amore il 18 Giugno scorso, qualche giorno dopo un week-end decisamente inusuale.</p>
<p><strong>La mia tesi per la laurea triennale, incentrata sui temi dell&#8217;identità, la tradizione e il loro uso politico fatto dalla Lega Nord mi aveva portato nella provincia bergamasca, </strong>a Pontida, per seguire il celebre giuramento del terzo partito italiano, la Lega Nord.<br />
Italiano? Beh, appena giunto al casello di Bergamo, ho avuto qualche problema a comprendere il casellante che si esprimeva nel suo dialetto locale. Qualche istante, giusto il tempo per fare mente locale e capire che semplicemente mi stava chiedendo dieci centesimi, così per non perdere tempo nel darmi il resto in monete e nichelini inutili.</p>
<p><strong>Provocatoriamente, Pontida non è Italia perché là gli autoctoni percepiscono la puzza di forestiero, di straniero.</strong><br />
Ero là con un fotografo free-lance, conosciuto su Facebook (per la serie “La potenza di internet”), votato ai reportage più di tipo artistico che di tipo giornalistico.<br />
“Lei per chi lavora?” chiese al fotografo quella signora guardinga che nell&#8217;ingresso della sezione della Lega Nord di Pontida era impegnata a piegare manifesti. Era sabato pomeriggio e stavamo cercando un ufficio presso cui procurarci gli accrediti giornalistici per il giorno dopo.<br />
“Veramente sono free-lance, non lavoro per nessuno”<br />
Per niente convinta dalla risposta, si rivolse poi a me con fare guardingo, se non inquisitorio.<br />
“E lei? Per chi scrive?” con un accento marcatissimo sul &#8216;per chi scrive&#8217;.<br />
“Beh, io sono indipendente, sto lavorando per la mia tesina di laurea” risposi timidamente, visibilmente spiazzato e totalmente impreparato per una domanda di quel tipo.<br />
<strong>“Guardate, ci hanno detto di diffidare dei giornalisti. Noi diffidiamo sempre dei giornalisti. Non abbiamo nulla da dire!”</strong><br />
Detto ciò ci congedò.</p>
<p>A mente fredda, non c&#8217;era da stupirsi di reazioni come queste.<br />
Quando eravamo nel bar accanto a Piazza del Giuramento, gremito di anziani del luogo e leghisti in genere (le cose tendevano a fondersi), la scena mi ricordava molto un topos dei film western: gli stranieri che arrivano nel villaggio, entrano nel saloon e tutti gli avventori si voltano per squadrarli e riservare loro occhiatacce minacciose.<br />
Insomma, poco ci mancava, ma la situazione mi aveva provocato una certa inquietudine.<br />
<strong>Il modo di sentire, di percepire la vita e il tempo, insomma, per farla breve, la cultura e la mentalità, se volete usare parole ormai banali svuotate di significato, sono lontanissime, per esempio, dalla mia che sono modenese da generazioni.</strong> Quindi, praticamente a due ore e mezza di macchina di distanza da Pontida.</p>
<p>La mia impressione è stata quella di essere visto come qualcuno di pericoloso, qualcuno da cui guardarsi, poiché capace (?) di smontare la cosmogonia leghista, di fare domande, di chiedere, ma soprattutto chiedersi, il perché.<br />
In questi ultimi mesi mi sono coperto di libri di sociologia che trattavano della Lega e in più di un occasione mi sono imbat<strong>t</strong>uto nell&#8217;ormai celebre ricerca del 1992 dell&#8217;Aaster, l&#8217;istituto di Aldo Bonomi: da questa indagine risultava che, nelle province di Bergamo e Lecco, <strong>la figura istituzionale più odiata era quella del bibliotecario comunale. Questi “è uno statale, un intellettuale, un parassita improduttivo”. Non è quindi una persona indefessa dedita al lavoro, al sacrificio, al sudore e alla fatica. Chi studia, quindi, non può che essere un fannullone!</strong></p>
<p>Domenica quattordici, ho avuto la possibilità di rivolgere un paio di domande a Giuseppe Leoni, primo deputato leghista nel 1987. Alla stessa tornata elettorale, Bossi debuttò al senato.<br />
Leoni, responsabile dei “Cattolici Padani”, era presente a Pontida con il suo gazebo e con lui tutte le altre associazioni del &#8216;collateralismo verde&#8217;.<br />
Gli spiegai cosa stavo facendo e perché volevo parlare con lui. A un certo punto mi chiese quale fosse il mio corso di laurea.<br />
“Scienze della comunicazione!” risposi.<br />
<strong>Se non fosse stato per un suo conoscente che lo interruppe per salutarlo in mezzo al marasma della folla, avrebbe terminato la seguente frase: “Bene. Inizierai a lavorare prima o poi!”. Glissai e feci finta di niente, ormai ci sono abituato.</strong></p>
<p>Al termine della manifestazione ho avuto una breve chiacchierata con uomo sulla cinquantina, viso durissimo, mani ancora di più, canottiera bianca e fazzoletto verde al collo.<br />
“Lei come si è avvicinato alla Lega?”<br />
<strong>“Io non ho niente da dire, dico solo viva la Lega e fuori tutti i negri!”<br />
</strong>Sorpreso da questo uno-due da pugile professionista, mi rimisi in piedi e riuscii a estorcere qualcosa di più succoso.<strong><br />
“Io sono muratore, sono friulano, vivo e lavoro in Lombardia da vent&#8217;anni” mi disse con un minestrone tra il brianzolo, il seriano e il friulano.</strong><br />
“Spiegati meglio, che sono ignorante” aggiunse con tonalità neutra, priva di sfumature, mentre gli stavo rivolgendo altre domande.</p>
<p><strong>Ed è qui che la Lega vince: vince perché non ha bisogno di farsi dire di cambiare registro, di farsi capire, di spiegarsi meglio.<br />
</strong>Vince perché, volenti o nolenti, sa interpretare il senso comune della gente e sa tramutarlo in consenso senza particolari fronzoli, senza parlare di giustizia sociale, socialdemocrazia o altri termini da teoria politica.<br />
Senso comune che potrebbe anche essere visto nel filmato che ritrae Salvini intonare cori da stadio contro i napoletani.<br />
Comune sentire, un anti-meridionalismo eterno e latente proprio del nord tutto, che si riflette, anche in questo caso, in modo plateale e manifesto con uno sfottò di tipo calcistico vecchio di secoli.<br />
Slogan di questo tipo esistono da sempre e sono indirizzati verso chiunque, verso qualsiasi abitante della penisola, da San Candido in provincia di Bolzano a Lampedusa.<br />
Per non parlare poi del contesto in cui era collocato: la festa di Pontida, con i sostenitori, tra birra, vino e salamelle.</p>
<p><strong>Quello che non funziona è il fatto che un deputato, rappresentante di tutto il popolo italiano, si produca in comportamenti che stonano con l&#8217;incarico istituzionale ricoperto.</strong><br />
E così scatta la macchina dei mass-media: si muove il Leviatano dell&#8217;indignazione, del politicamente corretto, con le pacate richieste di scuse dagli alleati e con le vigorose richieste di dimissioni da parte dell&#8217;opposizione.<br />
Ci si mette anche Alessandra Mussolini, che interviene in aula con un improbabile rap di controreplica al coro salviniano, per buttarla sulla bischerata, con disinfettante e strofinaccio per sciacquare la bocca lombarda.</p>
<p>Osservando come l&#8217;arco costituzionale si sia mosso in modo mediamente compatto, credo sia opportuno fare un&#8217;osservazione. Alle Feste de L&#8217;Unità, fino a poco tempo fa, si trovavano cimeli dell&#8217;ex Unione Sovietica, mentre alle feste dei Solstizi d&#8217;Inverno organizzati da Azione Giovani si sfoggiavano ampie croci celtiche su sciarpe e ciondoli, sempre però in un clima ad alta gradazione alcoolica.<strong> Insomma, ci sono ovunque “estremismi” che, in linea di massima, risulterebbero molto sconvenienti agli occhi dell&#8217;opinione pubblica.<br />
Questi oggetti, oltre ad essere concreti, sono anche portatori di significati che però non suscitano lo stesso clamore dei cori di Salvini.</strong><br />
Questi oggetti, infatti, vengono ignorati dal pubblico: i mass media, consapevoli di ciò, non trattano quindi di episodi di questo tipo.<br />
Tornando al lato pratico della questione, alla luce di questi elementi vorrei fare notare come, a mio avviso, tendano ad esserci due pesi e due misure nel rapportarsi con questi “estremismi”.</p>
<p><strong>Su Youtube, ovviamente, piovono commenti a non finire: per lo più si fronteggiano utenti che ripagano Salvini con la stessa moneta, spesso e volentieri con gli interessi. </strong>Dall&#8217;altra parte, invece, vi è una timida constatazione di ciò che viene cantato dal politico con i suoi militanti non sia poi così difforme dalla verità.<br />
Diamo il via, allora, al consolidamento di tutti gli stereotipi possibili immaginabili sui cavernicoli leghisti, sugli ominidi verdi, i neanderthaliani delle prealpi, foderandoci gli occhi in prima persona, impedendo a noi stessi ogni tentativo di comprendere la realtà dei fatti perché, in fondo, ci fa comodo pensarla così: è un&#8217;euristica, una scorciatoia di pensiero.<br />
Tizio si comporta in un certo modo ed è pure leghista? A seconda dell&#8217;entità del comportamento possiamo scegliere se gonfiare il petto e battere il pugno sul tavolo oppure, in alternativa, farci una risata, minimizzando, anestetizzandoci verso un certo tipo di intemperanze.</p>
<p>In realtà, la Lega non è solo Salvini che offende napoletani, il tizio con il barbone verde o quell&#8217;altro vestito come un vichingo: <strong>usualmente, televisione e stampa riportano soggetti come questi perché, esteticamente parlando, sono quelli più appariscenti, bucano meglio lo schermo. </strong>Così facendo, però, lo spettatore è indotto a pensare che questo “campione statistico” sia rappresentativo di tutto l&#8217;universo leghista, che siano tutti uguali!</p>
<p>Quel sabato tredici Giugno, oltre a Salvini e la sua maglietta “Più Rum, meno rom”, c&#8217;erano anche il deputato Grimoldi e il ministro Calderoli: soprattutto quest&#8217;ultimo, con grandissima disponibilità e gentilezza, si è concesso alla folla e non ha negato a nessuno una foto ricordo, un autografo sulla maglietta, una stretta di mano. <strong>Vorrei vedere qualcuno del PDL o del PD prestarsi a una cosa del genere.</strong><br />
Se c&#8217;è una cosa che ho imparato dai romanzi di Charles Bukowski è che quando c&#8217;è in circolazione dell&#8217;alcool, va a finire che succede sempre qualcosa. E i fatti mi hanno dato ragione.</p>
<p>Di quel sabato tredici giugno tutti parleranno dei cori razzisti contro Napoli cantati dall&#8217;eurodeputato Matteo Salvini e non, per esempio, della vicenda del nuovo sindaco di Misano di Gera D&#8217;Adda,<strong> Daisy Pirovano, 32 anni, figlia del presidente della provincia di Bergamo, Ettore Pirovano. Con una laurea in diritto internazionale ed europeo guadagnata presso la Paul Cézanne University di Marsiglia, </strong>questa giovane donna polverizza tutti gli stereotipi sui leghisti e non ha per niente l&#8217;aria di essere una persona che detesta i bibliotecari.</p>
<p>Quel sabato tredici giugno mi sarei aspettato di vedere accanto a me altri operatori della stampa, per conoscere e raccontare chi sono veramente i leghisti. Invece, ciò non si è verificato.<br />
<strong>Ero l&#8217;unico non leghista presente in quel luogo, con solo la mia puzza da giornalista, armato di fotocamera, registratore vocale e tanta, tanta, tanta curiosità.</strong><br />
Curiosità per provare a capire, per trovare una risposta a tutti quei perché sui recenti successi elettorali della Lega Nord, sul suo dilagare nelle terre rosse un tempo ostili, sulle sue nuove leve, sul suo rapporto con il territorio e sul suo modus operandi.<br />
<strong>La cosiddetta stampa ufficiale, alla domenica, era impegnata a intervistare anziani con le barbe verdi.</strong><br />
Io ho appena iniziato a trovare qualche risposta ai miei perché e so benissimo che da ognuna scaturiranno nuovi quesiti.</p>
<p><strong>Finché i mass media tradizionali, i nuovi media e, in particolare modo, la blogosfera continueranno ad avere questo atteggiamento di snobismo e sufficienza nel rapportarsi con “l&#8217;oggetto Lega”, l&#8217;onda verde sarà inevitabile.<br />
Invece, se avversari e alleati si fermassero a riflettere seriamente e ad analizzare la situazione scavalcando pregiudiziali ideologiche e di tifo politico, e, soprattutto, evitando meri attacchi verbali, forse essi potrebbero sperare di avere una chance per risalire la china o, per lo meno, di limitare i danni inferti dal partito di Umberto Bossi.<br />
Se.</strong></p>
<p>PS: Su Youtube e su Facebook c&#8217;è chi mi ha scritto facendomi i complimenti per avere fatto saltare Matteo Salvini, “esiliandolo” a Strasburgo. Ovviamente, non vi riporto gli aggettivi poco eleganti con i quali è stato apostrofato. Andando al parlamento europeo, di certo non morirà di fame per colpa del mio video.<br />
Inoltre, contando sul fatto che l&#8217;Italia è un paese senza memoria, una sua candidatura alla prossime elezioni politiche non mi stupirebbe più di tanto. Se in parlamento abbiamo soggetti come Giuseppe Ciarrapico, pluri-condannato per bancarotta fraudolenta e altre marachelle, sempre provocatoriamente parlando, perché non potrebbe starci pure Matteo Salvini con i suoi cori da curva sud?</p>
<p>Qui sotto,  il video incriminato.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/08/salvini-pontida-e-la-lega-la-mia-versione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/RydUru18d5I/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/95/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=95&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/07/08/salvini-pontida-e-la-lega-la-mia-versione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>31</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://gcasagrande.files.wordpress.com/2009/07/salvini_bandiere_370468210.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">salvini_bandiere.jpg_370468210</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/RydUru18d5I/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Protetto: E-book</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/06/03/e-book/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/06/03/e-book/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 08:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba seria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=86</guid>
		<description><![CDATA[Non vi è alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=86&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><form action="http://gcasagrande.wordpress.com/wp-pass.php" method="post">
<p>Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:</p>
<p><label for="pwbox-86">Password:<br />
<input name="post_password" id="pwbox-86" type="password" size="20" /></label><br />
<input type="submit" name="Submit" value="Invia" /></p></form>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/86/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/86/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/86/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=86&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/06/03/e-book/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>&#8220;La Lega: geografia, storia e sociologia di un nuovo soggetto politico&#8221; di Ilvo Diamanti</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/27/la-lega-geografia-storia-e-sociologia-di-un-nuovo-soggetto-politico-di-ilvo-diamanti/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/27/la-lega-geografia-storia-e-sociologia-di-un-nuovo-soggetto-politico-di-ilvo-diamanti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 08:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[elettorato]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[personale politico]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=67</guid>
		<description><![CDATA[Commento del libro "La Lega: geografia, storia e sociologia di un nuovo soggetto politico"<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=67&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Bisognerebbe accostarsi con un certo timore reverenziale a questo ritratto della Lega: Ilvo Diamanti, assieme a Roberto Biorcio e Aldo Bonomi, è uno dei padri dell&#8217;analisi sociologica applicata al partito di Umberto Bossi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo lavoro, nonostante sia datato 1993, presenta diversi spunti che sedici anni dopo riescono ad essere di vivissima attualità.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il politologo piemontese, infatti, formula alcune osservazioni che tuttora riescono a mantenere la loro validità: un organizzazione snella, agile capace di muoversi rapidamente sul territorio, una leadership forte e carismatica e soprattutto, (a mio avviso, il punto più importante), l&#8217;innovazione dal punto di vista della comunicazione politica.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Comunicazione politica intesa nel modo di porsi con il pubblico e i mass-media. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Non potendo contare su un budget elevato, come i partiti tradizionali della prima repubblica, o su un influenza sui mass-media (ogni riferimento a Bettino Craxi è puramente voluto), le leghe regionaliste prima e la Lega Nord poi hanno saputo capovolgere le proprie debolezze in punti di forza: non potendo infatti contare su una costante presenza mediatica in televisione o sulla grande stampa nazionale, ha saputo privilegiare strade alternative. Ovvero, manifesti, volantini in dialetto o addirittura scritti con i pennarelli, discorsi informali faccia-a-faccia nei luoghi pubblici. I militanti infatti sono soliti fare opera di proselitismo nei gruppi amicali, tra i conoscenti, durante il tempo libero.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La Lega, usa un linguaggio semplice, facilmente comprensibile dalla gente, in totale antitesi con le abitudini comunicative dei soggetti politici tradizionali. Infatti, sta proprio qui lo scarto tra i partiti della prima repubblica e i “barbari” che vengono dal nord.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Ricordiamo che nel periodo in cui il Diamanti scrive, devono ancora arrivare le folate secessioniste.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Interessante è l&#8217;analisi dell&#8217;elettorato leghista della prima ora: se fino al 1987 il voto leghista si concentrava soprattutto nella piccola provincia, nella pedemontana, nel lavoro autonomo, l&#8217;artigianato e la piccola industria, sul finire degli anni ottanta il voto per Bossi inizierà a urbanizzarsi, a contagiare i giovani e coloro i quali nutrono una crescente sfiducia nelle istituzioni e chi si sente accerchiato da nemici (presunti o veri) per il proprio benessere: “lo straniero, il meridione, il ceto politico, i soggetti che vengono considerati come eversivi delle norme del vivere sociale (omosessuali, zingari)”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Estremamente informativi sono i dati forniti nelle diverse tabelle presenti nel libro: ci si rende conto di come sia da sfatare il mito del politico leghista rozzo, ignorante e poco acculturato, nonostante a livello puramente comportamentale gli stessi personaggi coinvolti non si impegnino più di tanto nello sfatare questo stereotipo. Infatti, si osserva che tra i deputati e i senatori eletti nel 1992 nel centro-nord, il 58% dei leghisti è laureato, contro il 72% della DC (partito altamente elitario) e il 52% del PDS-Rc.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Un altro dato indicativo dello scarto della Lega rispetto ai partiti tradizionali è la costituzione del proprio personale politico. Sempre tra i deputati e i senatori eletti alle consultazioni sopracitate, vi sono liberi professionisti (36%) e lavoratori dipendenti privati (sempre il 36%).</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La DC, invece, portava nei palazzi una quota consistente di docenti e magistrati (42%), come il PDS-Rc (38%) che però aveva anche una fetta consistente di politici di professione (25%).</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Ciò può suggerirci per la Lega una certa specularità tra elettorato e personale politico eletto.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Nel 1992 continuerà a evolversi l&#8217;elettorato “verde”: si ingrosseranno le fila dei lavoratori autonomi, della piccola impresa. Aumenteranno sempre di più i giovani non ideologizzati, privi di valori di riferimento forti. Faranno capolino anche imprenditori artigiani e industriali contrariati dall&#8217;inefficienza pubblica. Questi ultimi, però, effettueranno nel 1994  una poderosa svolta “azzurra” verso un nuovo soggetto che avrebbe cambiato totalmente il modo di fare politica nei quindici anni a venire: Forza Italia, guidata dall&#8217;imprenditore Silvio Berlusconi diventerà, infatti, il punto di riferimento per questa categoria di elettori, causando un travaso di voti a danno della Lega.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sul finire dell&#8217;argomentazione, risulta illuminante la tabella sinottica sulla periodizzazione della presenza delle leghe regionaliste (alcune sarebbero state inglobate nella Lega Nord, altre avrebbero avuto vita autonoma), in base ai caratteri relativi alla domanda e all&#8217;offerta politica nel decennio tra il 1983 e il 1993. Il Diamanti, in una sola pagina riesce a inserire quello che altri autori presenterebbero in decine e decine di noiosi e lunghi paragrafi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Nelle ultimissime pagine, l&#8217;autore dà il meglio di sé: analizzando le risorse dell&#8217;imprenditore politico Lega: “un nucleo di contenuti chiari e flessibili, la capacità di imporre un linguaggio e uno stile di comunicazione che attrae e differenzia, un modello di organizzazione centralizzato e allo stesso tempo capillare e duttile”. Insomma un modello capace di dare risposte ma anche di ricevere le nuove domande provenienti dall&#8217;esterno e di comportarsi di conseguenza.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">È proprio questa duttilità a permettere alla Lega di muoversi con un&#8217;agilità negata agli altri partiti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Esempio: con la sua espansione nelle altre regioni del centro-nord (Toscana ed Emilia Romagna in primis), la costante etnico-identitaria lombarda viene meno e ci si sposta rapidamente su interessi comuni di tipo economico.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>In breve: </strong><span style="font-weight:normal;">Con questo studio, Diamanti, fornisce un quadro esauriente del movimento leghista, praticamente aprendo la pista a tutte quelle pubblicazioni, di carattere sociologico, storico, giornalistico e politico che hanno caratterizzato gli anni novanta e duemila. Un punto a favore di questo libro è la sostanziale mancanza di difetti veri e propri.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Pro: </strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sintetico 	e altamente informativo.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Facilmente 	comprensibile anche da chi non è esperto di sociologia.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Ricco 	di tabelle e statistiche.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Contro:</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Non 	è un vero difetto, ma il fatto di essere datato 1993 significa non 	potere analizzare il periodo saliente della Lega come partito di 	governo a tutti gli effetti.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sempre 	per il fatto di essere datato 1993, vuol dire non potere verificare 	nel corso degli anni l&#8217;ulteriore evoluzione del personale politico e 	dell&#8217;elettorato del partito.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Parole chiave: </strong><span style="font-weight:normal;">elettorato, comunicazione, personale politico</span></span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/67/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=67&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/27/la-lega-geografia-storia-e-sociologia-di-un-nuovo-soggetto-politico-di-ilvo-diamanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>&#8220;The Lega Nord and the contemporary politics in Italy&#8221; by Thomas Gold</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/22/the-lega-nord-and-the-contemporary-politics-in-italy-by-thomas-gold/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/22/the-lega-nord-and-the-contemporary-politics-in-italy-by-thomas-gold/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 08:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[centralizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[democristiani]]></category>
		<category><![CDATA[meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[questione]]></category>
		<category><![CDATA[settentrionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=62</guid>
		<description><![CDATA[Commento dettagliato e approfondito del libro di Thomas Gold.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=62&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Fin dalla primo vero successo elettorale nel 1992, la Lega Nord ha destato l&#8217;interesse di studiosi e scienziati politici provenienti da diverse parti del mondo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Negli anni, inglesi, francesi, tedeschi e americani sono venuti in Italia per capire le ragioni del successo di questo soggetto politico così diverso dai partiti tradizionali e soprattutto per capirne la costituzione, le origini e i motivi della sua esistenza.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Thomas Gold, docente di statunitense di scienze politiche presso la NY University [da controllare], è uno di questi e ci presenta un&#8217;analisi esaustiva e puntuale di tutti quei vizi insiti nello stato italiano iniziando l&#8217;argomentazione spiegando il modello amministrativo piemontese, in vigore in pieno ottocento, ereditato dalla tradizione napoleonica.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Un modello che, dopo l&#8217;unità nazionale, prevedeva un forte accentramento dei poteri nell&#8217;esecutivo regio, lasciando uno spazio d&#8217;azione nullo al governo locale che, di fatto, era prettamente simbolico.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;autore spende molte parole sulla figura istituzionale del prefetto che non era un semplice rappresentante in loco del governo, bensì una sorta di sceriffo che verificava l&#8217;attuazione dei provvedimenti approvati dall&#8217;autorità piemontese.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Inoltre, aveva la facoltà anche di rimuovere in modo totalmente arbitrario le giunte comunali anche con il semplice sospetto di illecito o irregolarità.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma, l&#8217;apparato amministrativo era un imponente moloch che non lasciava spazio all&#8217;autonomia locale e ignorava totalmente le tradizioni regionali in materia di leggi e governo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Se al nord, la macchina piemontese non era vista di buon occhio, soprattutto in Veneto dove esisteva una storia di autonomia e di indipendenza in riferimento all&#8217;epoca delle repubbliche marinare, al sud era percepita come un&#8217;imposizione calata dall&#8217;alto: i Savoia erano dei governanti stranieri.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Gold è molto abile nel cogliere il senso “gattopardesco” della situazione meridionale: se con la dominazione borbonica le élite locali erano di fatto dei signorotti di stampo feudale, con l&#8217;unità e la costituzione del Regno d&#8217;Italia non si passò a un rinnovamento del sistema burocratico del sud, affetto da una totale mancanza di regole, ma una semplice cooptazione dall&#8217;alto dei dirigenti locali, con il fine di evitare spinte secessioniste e ed eventuali ribellioni.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Ribellioni che però si verificarono lo stesso a causa delle promesse non mantenute da Garibaldi in materia di redistribuzione delle terre ai contadini dopo la cacciata dei Borboni: infatti, tutto cambiò, perché nulla cambiasse!</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Un&#8217;altra componente importante fu l&#8217;accentramento fiscale: i Savoia dovevano ripianare un ingente debito pubblico per gli sforzi bellici sostenuti, costruire nuove infrastrutture e modernizzare l&#8217;industria. Le casse del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia furono letteralmente depredate per questo scopo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma, già da queste prime pagine il lettore rimane impressionato dal modo non proprio politicamente corretto in cui lo stato sabaudo si è comportato: bisognerebbe gridare “Torino ladrona!”, al posto del classico “Roma ladrona”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;argomentazione prosegue prendendo poi in esame le politiche adottate dai governi post-unitari fino al periodo fascista: la centralizzazione viene consolidata e a livello politico inizia una lenta e progressiva meridionalizzazione delle classi dirigenti. Precedentemente abbiamo visto come e perché è iniziato questo processo: da qui in poi, questa pratica subirà un costante consolidamento dato soprattutto dal fenomeno del clientelismo che raggiungerà l&#8217;apice nella seconda repubblica con il partito della Democrazia Cristiana al sud e, in misura comunque minore, del Partito Socialista al nord.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Clientelismo, corruzione, mafia: tutte costanti con le quali il neonato Regno d&#8217;Italia ha convissuto opponendo una timidissima resistenza, se non arrivando a una conclamata complicità reciproca.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In cinquant&#8217;anni di democrazia liberale, di immobilismo e di ignavia, i problemi del mezzogiorno assumeranno dimensioni sempre maggiori: la prima guerra mondiale metterà a soqquadro la politica italiana permettendo a Mussolini di prendere il potere, instaurare un regime e dichiarare “risolta” l&#8217;annosa questione meridionale, senza prendere alcun provvedimento effettivo per ridurre il divario con il nord moderno e industrializzato.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sotto il regime fascista, non solo fu tolta quel minimo di autonomia simbolica che avevano allora le giunte comunali (prive di potere economico e decisionale), ma fu rimossa la figura del sindaco e sostituita da quella del podestà, ovviamente nominato da Roma.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In parole povere, vi fu un ulteriore accentramento che coinvolse non solo la burocrazia, ma anche tutto il settore dei servizi, dell&#8217;istruzione, della previdenza sociale, delle organizzazioni sindacali, delle attività ricreative ecc&#8230; Tutto doveva necessariamente fare riferimento al partito nazionale fascista, annullando qualsiasi iniziativa autonoma.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il crollo dell&#8217;esperienza fascista e la fine del secondo conflitto mondiale portarono al ripristino di un&#8217;istituzione democratica che per più di quarant&#8217;anni avrebbe visto l&#8217;egemonia della Democrazia Cristiana sugli altri soggetti politici: il Partito Comunista non ebbe mai un esecutivo e il Partito Socialista iniziò la sua esperienza governativa solamente negli anni ottanta.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La carta costituzionale emanata nel 1948 prevedeva l&#8217;istituzione di regioni ordinarie. Però, ciò fu attuato solamente nel 1970, dando alle regioni strette facoltà decisionali vincolate ad ancora minori facoltà economiche.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In un primo momento la “balena bianca” era favorevole a un decentramento dei poteri, in linea con quanto affermato sui principi di sussidiarietà da parte di Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano nel 1919, padre politico della Democrazia Cristiana. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Successivamente, però, cambiò bruscamente opinione per il timore di concedere eccessiva libertà d&#8217;azione a regioni dove la sub-cultura “rossa” era maggiormente radicata (Toscana ed Emilia Romagna) e incorrere quindi nel rischio di eventuali azioni eversive dannose per l&#8217;unità nazionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In questo passaggio, Thomas Gold denuncia il ruolo principale della Democrazia Cristiana nella cattiva gestione delle risorse italiane: clientelismo, voto di scambio, corruzione (il problema della Cassa del Mezzogiorno si commenta da sé) e soprattutto interventismo statale, un&#8217;abitudine avviata sotto le insegne del fascismo che ha trovato ottima accoglienza presso gli ambienti della prima repubblica.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il boom economico dei primi anni sessanta durò poco ma permise all&#8217;Italia di entrare nel novero delle grandi potenze mondiali: in questo periodo si afferma il triangolo Torino-Milano-Genova, trainato dalle grandi industrie. Fiat, Pirelli e Olivetti furono alcuni dei protagonisti di questa crescita.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Per rivedere una situazione simile, bisognerà attendere circa vent&#8217;anni: l&#8217;affermazione della cosiddetta “Terza Italia”, la piccola-media impresa che costituisce la colonna vertebrale dell&#8217;economia del nord-est e della provincia settentrionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed è proprio qui che nasce il fenomeno Lega: una realtà politica che per imporsi ha saputo raccogliere l&#8217;insoddisfazione dei piccoli imprenditori, degli artigiani e di chi semplicemente sentiva sempre più lontana da sé la politica.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Gli anni del rapido declino della prima repubblica vedono il partito di Umberto Bossi conquistare sempre più spazio grazie a una sapiente gestione della comunicazione politica: infatti, la Lega si presenta come un partito anti-sistema, un partito “anti-partiti”: nell&#8217;accezione di partito contro i partiti tradizionali, accusati di essersi spartiti le risorse economiche dello stato a danno del nord. Infatti, in quegli anni ebbe molto successo un manifesto in cui viene raffigurata una matrona romana che raccoglie un uovo d&#8217;oro frutto del lavoro di una “gallina lombarda”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La proposta politica leghista, ieri come oggi, è incentrata su una domanda di maggiore autonomia e indipendenza nella gestione delle risorse economiche e decisionali, per evitare sprechi e porre fine all&#8217;assistenzialismo a favore del sud.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il successo elettorale del 1992 e il successivo scandalo di “Mani pulite” permisero alla creatura bossiana di entrare stabilmente nel teatro politico nazionale da protagonisti, fino alla salita al governo nel 1994 accanto a Forza Italia e Alleanza Nazionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sfiduciando il governo in materia di riforma pensionistica nel dicembre del 1994, la Lega tornò tra le file dell&#8217;opposizione, iniziando una fase movimentistica che perdurò fino al 1999, anno in cui si verificò l&#8217;effettivo ritorno tra le file degli alleati di Berlusconi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In questo periodo di cinque anni, il partito si è posto nei confronti dei mass media secondo modalità fino a quel momento inedite per il panorama politico italiano: un&#8217;iniziativa come la marcia sul Po del 1996, ricordata per la celebre “dichiarazione di Indipendenza della Padania”, è rimasta nella memoria giornalistica nazionale come un evento che minacciava l&#8217;unità nazionale e creava pericoli di ribellione, nonostante tutte le testate straniere avessero osservato che gli umori di quel momento erano più affini a una festa di paese, con migliaia di bandiere verdi, gadget e souvenir della Padania, salamelle e lambrusco. Insomma, ben poco a che vedere con un&#8217;insurrezione popolare!</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Nel citare il governo provvisorio della Padania e il Parlamento del Nord, vengono ricordate le Camicie Verdi, il servizio d&#8217;ordine del partito che negli anni a seguire avrebbe avuto diversi problemi giudiziari  (banda armata, attività sovversiva). Nel 2002, alcuni deputati di Alleanza Nazionale (quindi ex MSI) denunciarono Umberto Bossi per “tentata ricostituzione del Partito Fascista”, la cosiddetta Legge Scelba: la cosa potrebbe suonare con una certa ironia!</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Gold, inoltre, denota come in questo periodo, la seconda metà degli anni novanta, la Lega abbia compiuto una decisa svolta a destra: la leadership fortemente accentrata e indiscutibile che ha politicamente eliminato ogni possibile concorrente per la conduzione del partito, il governo provvisorio della Padania, il parlamento del Nord, le Camicie Verdi e l&#8217;episodio dei Serenissimi  (nella primavera del 1997, un commando di otto uomini occupò simbolicamente il campanile di piazza San Marco, rivendicando l&#8217;indipendenza della Repubblica Veneta) inducono l&#8217;autore a bollare la Lega come un partito populista di estrema destra. A mio avviso, questa è una conclusione frettolosa e poco approfondita: infatti, Thomas Gold nella sua analisi ha completamente ignorato il fatto che, durante il quinquennio di opposizione, prima di accasarsi nuovamente con Berlusconi, avesse flirtato in più di un occasione con il centro-sinistra, partecipando attivamente alle “Feste de L&#8217;Unità”. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Inoltre, Gold trascura la questione delle alleanze a livello locale: infatti, nell&#8217;arco degli anni novanta, la Lega ha trovato diversi piani di intesa con il centro-sinistra, andando così controcorrente rispetto alla politica nazionale. A Pontoglio, provincia di Brescia, e in comuni importanti come Monza e Varese si sono avute giunte “verdi” sostenute da un supporto “rosso”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Nelle battute conclusive, l&#8217;autore cita alcuni tentativi di riforma federalista fatti alla fine degli anni novanta: giudica positivamente l&#8217;istituzione dell&#8217;Imposta Regionale delle Attività Produttive, elencandone alcuni aspetti, senza però riportare le numerose critiche piovute su questa “impos-tassa”, come l&#8217;ha definita Riccardo Illy.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Quello che traspare in queste ultime pagine è una certa fretta di concludere che va a danneggiare in modo rilevante la resa complessiva di questo saggio che, per il resto, si rivela efficace nel ricordare “una storia italiana” che spesso e volentieri viene ignorata e dimenticata.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><b>In breve: </b><span style="font-weight:normal;">Con questo saggio, Thomas Gold è estremamente capace nel mettere in risalto i vizi e le disfunzioni storiche italiane che consentono la costituzione di un malessere settentrionale raccolto e interpretato dalla Lega Nord. Tuttavia, nelle ultimissime pagine l&#8217;autore trascura fatti e aspetti a mio avviso fondamentali per una completa decifrazione del partito. Ciò potrebbe portare il lettore meno esperto e informato a farsi un&#8217;idea fuorviante e parzialmente distorta del partito.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><b>Pro:</b></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Efficace 	nel riportare la storia burocratica e amministrativa italiana.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;autore 	si concentra sui nostri vizi nazionali, dipingendo un ritratto che 	si commenta da solo.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il 	libro è scritto in Inglese: quindi, per il lettore è un&#8217;ottima 	opportunità per migliorare questa lingua straniera.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><b>Contro:</b></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sbrigativo 	e raffazzonato nel concludere l&#8217;argomentazione.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Nelle 	pagine finali, l&#8217;autore ignora alcuni aspetti fondamentali per 	formulare un&#8217;interpretazione completa della Lega Nord<b>.</b></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il 	libro è scritto in Inglese: quindi, se il lettore è pigro o poco 	avvezzo alla lingua d&#8217;Albione avrà non poche difficoltà.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><b>Parole chiave: </b><span style="font-weight:normal;">Centralization (centralizzazione), Christian Democrats (Democrazia Cristiana), Northern and Southern Question (Questione settentrionale e meridionale)</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/62/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=62&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/22/the-lega-nord-and-the-contemporary-politics-in-italy-by-thomas-gold/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>&#8220;La secessione leggera&#8221; di Paolo Rumiz</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/21/la-secessione-legger/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/21/la-secessione-legger/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 15:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[campanile]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>
		<category><![CDATA[secessione]]></category>
		<category><![CDATA[serenissimi]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=60</guid>
		<description><![CDATA[Un commento su "La secessione leggera" di Paolo Rumiz.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=60&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Non è uno studioso di scienze sociali né un antropologo, ma Paolo Rumiz, inviato speciale de “La Repubblica”, con questo suo reportage giornalistico riesce a cogliere peculiarità e sottigliezze del micro (o macro?) cosmo del nord, laboratorio politico del successo elettorale della Lega.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Successo che non è solamente ascrivibile a un certo tipo di argomentazioni politiche o solamente al modo di porsi con il pubblico e i mass media.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo successo pone le prime radici in quelle province che l&#8217;autore definisce “tristi”: un aggettivo azzeccato per definire un microclima di sentimenti offerto dagli abitanti e da quei piccoli centri urbani o villaggi, di quelle località dove, gergalmente parlando, è sorta la SME, la <em>small-medium enterprise, </em><span style="font-style:normal;">la piccola media impresa tipica del nord-est esplosa nella seconda metà degli anni settata.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-style:normal;">Villaggi in cui, nello stesso istante, il tempo sembra essersi fermato e avere subito una poderosa accelerazione in avanti. Fermato, perché vi sono ancora quei luoghi di ritrovo tipici di una volta, come l&#8217;osteria, la “locanda”, in cui è possibile </span><em>creare </em><span style="font-style:normal;">una memoria, un retroterra comune agli abitanti del luogo, e, soprattutto, costruire un muro di separazione altamente identitario. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">I burocrati provenienti dalle altre regioni non capiranno mai le richieste e i problemi che colpiscono quel luogo; il giornalista che viene da fuori non comprenderà mai la situazione reale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Sono questi i pensieri che albergano, infatti, nelle teste di chi vive in questi paesi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Paesi che producono un modo tutto loro di concepire la cultura, di creare modalità uniche e originali nell&#8217;intendere la società. Infatti, solo in una cittadina con le caratteristiche di Conselve, una terra segnata dalla fatica e dal duro lavoro, potevano trovare i natali i “Serenissimi”, ovvero quel commando di otto uomini che la sera del 9 Maggio 1997 presero possesso del campanile di Piazza San Marco, a Venezia. Il loro obiettivo era quello di raggiungere una conquista simbolica, di permettere a quella costellazione di campanili dell&#8217;entroterra veneto di prendere possesso del campanile per eccellenza, di quello che si vede anche da diversi chilometri di distanza, di quello che rappresenta il grande centro urbano incapace di recepire le intenzioni della maledetta piccola provincia, portatrice di un malessere da troppo tempo inascoltato.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Se il tempo, in luoghi come questi sembra essersi fermato, contemporaneamente ha subito una brusca accelerazione per le sfide lanciate dal mondo esterno, la globalizzazione, il rimpicciolimento del mondo causato dai nuovi mezzi di comunicazione: nella piccola impresa emerge quindi una mentalità liberista con polenta e cipolle, indubbiamente propensa all&#8217;iniziativa, ma terribilmente spaventata dalle minacce che vengono dalla concorrenza posta al di là delle Alpi e dell&#8217;Adriatico. Insomma, un soggetto agguerrito desideroso di sfruttare i guadagni derivanti dalla suddetta globalizzazione, ma terrorizzato dai rischi e dai pericoli che comporta, come appunto la perdita di identità e lo spaesamento dettato da questo repentino e improvviso cambiamento verificatosi in così pochi anni.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Perdita di identità che consente a soggetti capaci e carismatici, esattamente come Umberto Bossi, di creare un mito nuovo e sostitutivo di quanto si è andato via via perdendo. Non importa se sia vero o falso, basta che rappresenti un mondo vicino al proprio modo di sentire e di essere.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">È qui che l&#8217;autore cita una ricerca ormai diventata celebre nei vari studi fatti sul nord e sulla Lega: l&#8217;Aaster di Aldo Bonomi nel 1992 rivelò un dato curioso. Nelle province ad altissima maggioranza leghista di Bergamo e Lecco, la figura istituzionale del bibliotecario risulta essere quella più odiata. Perché? Il bibliotecario “è uno statale, un intellettuale, un parassita improduttivo”. In quanto intellettuale, è una persona capace di smontare il mito pezzo per pezzo. Il mito non è compatibile con l&#8217;ironia e l&#8217;autocritica. La mitopoiesi, ovvero la produzione del mito, viene definita come un processo delicato e chi la tocca commette un grave peccato di blasfemia. La critica chirurgica blocca questi processi di risacralizzazione della vita, annulla queste scorciatoie identitarie, queste euristiche votate a una riproduzione di pensiero e tradizione. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-style:normal;">Quando sul libro ho affrontato questo passaggio mi è venuto da sorridere perché mi sono reso conto di quanto tutto ciò sia effettivamente vero. Mi è capitato, infatti, più volte di confrontarmi con elettori o simpatizzanti della Lega: proprio nel momento in cui evidenziavo certe contraddizioni del pensiero leghista, in cui analizzavo particolari lacune argomentative o presentavo il curriculum giudiziario di alcune personalità di spicco del partito (che inevitabilmente andava a cozzare con le linee generali del movimento), il mio interlocutore si trovava spesso e volentieri in difficoltà, incapace di controbattere, in profondo conflitto. La cosa che di loro ricordo di più era l&#8217;espressione del viso: delusa, affranta, sconfortata. Più o meno come quando a un bambino riveli l&#8217;inaspettata e “impossibile” inesistenza di Babbo Natale, in cui il fatto di crederci totalmente va inevitabilmente a scontrarsi con la realtà dei fatti creando quella che in psicologia viene definita dissonanza cognitiva.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;autore presenta diversi casi e aneddoti in cui il filo conduttore è praticamente sempre lo stesso: vi sono fatti, problemi locali che esigono una soluzione che però non viene trovata dall&#8217;autorità centrale o per ignavia burocratica o più che altro per questioni comunicative, di differenza di linguaggi. Questa situazione porta allora i locali ad arrangiarsi, a fare come si può, a prendere l&#8217;iniziativa autonomamente che, però, non sempre sortisce gli effetti desiderati.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il viaggio di Rumiz si legge molto facilmente, presenta significati spaccati di vita quotidiana settentrionale e mette a confronto realtà diverse come quella Lombardo-Veneta e quella Emiliana per capire come mai la Lega in certi ambienti la Lega riesca ad attecchire e in altri no. Ma considerando il fatto che questo lavoro è stato realizzato nel 1998, è d&#8217;obbligo notare come oggi le cose, e ciò è sotto gli occhi di tutti, siano sensibilmente mutate: il movimento di Bossi sta prendendo piede anche in quelle regioni considerate tradizionalmente rosse, i “barbari” del nord stanno iniziando a mietere i primi importanti successi anche nella civilissima Emilia-Romagna.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma, andando al di là dell&#8217;attuale crisi economica, nelle terre al di qua del Po inizia a prendere forma un prototipo di malessere?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Il governato si sente sempre più lontano dal governante?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">La distanza tra i due si è fatta incolmabile?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Se nel 1997, in una città come Modena era impensabile un atto dimostrativo e simbolico come quello dei Serenissimi di Venezia, oggi sarebbe possibile una presa della Torre Ghirlandina da parte di un ipotetico commando locale desideroso di ridare la propria città ai suoi abitanti?</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong><span style="font-style:normal;">In breve: </span></strong><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">“La secessione leggera” è un reportage ricco di informazioni e aneddoti, capace di fornire tutto quel materiale qualitativo di racconti e narrazioni che la ricerca statistica quantitativa non è in grado di offrire. Talvolta risulta un po&#8217; dispersivo, ma l&#8217;autore riesce a mantenere le redini del discorso e offrire un ottimo prodotto.</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Pro: </strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Molti fatti, molti 	episodi insoliti e caratteristici utili per capire i tratti 	distintivi del nord.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Numerose interviste 	che consentono al lettore di immedesimarsi nel giornalista e di 	sentirsi nel vivo dell&#8217;azione.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Contro:</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Unico piccolo difetto 	è quello di essere leggermente dispersivo in alcuni passaggi, ma è 	un neo trascurabile che non intacca la qualità del libro.</span></span></p>
</li>
</ul>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/60/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=60&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/05/21/la-secessione-legger/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Così perdiamo il nord!</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/04/06/cosi-perdiamo-il-nord/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/04/06/cosi-perdiamo-il-nord/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 07:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=43</guid>
		<description><![CDATA[Commento/recensione di "Così perdiamo il nord" di Riccardo Illy.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=43&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">&#8220;Così perdiamo il nord!&#8221; di Riccardo Illy</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Così perdiamo il nord! È questo il grido di dolore lanciato da Riccardo Illy, ex presidente della regione Friuli Venezia Giulia con una coalizione di centro-sinistra e presidente di una delle aziende italiane più conosciute all&#8217;estero, la Illy Caffè. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Con uno stile graffiante e deciso, con una scrittura rapida e priva di fronzoli, l&#8217;autore dipinge un ritratto quasi impietoso della situazione italiana, denunciando gli effettivi vantaggi economici e sociali per il nord derivanti da una ipotetica secessione dal resto dell&#8217;Italia. Illy coinvolge il lettore nella sua opera proponendo diversi esempi di come il resto dell&#8217;Europa (anche i paesi emergenti dell&#8217;est) stia effettivamente muovendosi a velocità doppia rispetto al Belpaese, impantanato nei meandri di una burocrazia elefantiaca, ostacolato dalla mancanza di infrastrutture, telecomunicazioni e soprattutto rallentato enormemente dalla classe politica.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"> Tutto ciò, nel nord, non può che portare un drastico calo della fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, conducendoli a uno stato di rassegnazione anziché di rivolta. L&#8217;intelligenza dell&#8217;autore non sta solo nell&#8217;osservare il comportamento errato del centro-sinistra nel rapportarsi con la Lega: infatti, non serve a nulla delegittimare moralmente l&#8217;avversario “verde”, squalificandolo e ignorando le sue istanze. Anche perché, così facendo, si ottiene il risultato esattamente opposto e le ultime consultazioni elettorali sono state una dimostrazione esemplare di tutto ciò. L&#8217;intelligenza dell&#8217;autore sta anche nel riconoscere che il federalismo, un tema rilevante nel dibattito politico, non debba essere patrimonio di un solo di un solo partito, bensì di tutti i partiti coinvolti nella gestione del paese. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Riccardo Illy propone il federalismo come soluzione di questi annosi problemi, con un equilibrio tra pubblico e privato nella gestione dei servizi da offrire al cittadino, con il fine di responsabilizzare le élite locali e avvicinare la politica al territorio. Acuta è la critica avanzata all&#8217;IRAP, l&#8217;Imposta Regionale sulle Attività Produttive: questa viene calcolata sul reddito, sul costo del lavoro e sugli interessi. Tre voci che non hanno alcuna correlazione tra loro. L&#8217;IRAP serve a finanziare in parte il sistema sanitario regionale che eroga a tutti lo stesso servizio mentre, allo stesso tempo, le aziende con più più utili e volumi di impresa versano somme maggiori rispetto a quelle più piccole per ottenere la medesima prestazione. In parole povere, vi sono soggetti che pagano IRAP di entità diverse per avere in ritorno la stessa quantità di servizi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Un&#8217;altra proposta di Illy sarebbe, quindi, quella di rivedere il sistema fiscale, riorganizzando la tassazione e affidare il sistema alle regioni, poiché, adesso come adesso, agli enti locali vengono solamente lasciate le briciole. Fisco che non può che legarsi con la previdenza sociale che ha l&#8217;assoluta necessità di essere riformata nel più breve tempo possibile pena il collasso totale dell&#8217;INPS e la morte del sistema pensionistico italiano: infatti, i baby-pensionati degli anni ottanta e il matrimonio tra previdenza e assistenza sociale, stanno diventando un peso sempre più oneroso nelle buste paga degli italiani che, di mano in mano, si vedono la busta paga sempre più alleggerita. Nel passaggio successivo, vi è l&#8217;unico neo dell&#8217;argomentazione di Illy: l&#8217;autore osserva come l&#8217;allungamento della vita attesa abbia portato anche al prolungarsi dei tempi di permanenza in famiglia dei giovani. L&#8217;autore attacca i giovani che “preferiscono oggi rimanere disoccupati piuttosto che cercare un impiego non corrispondente alle loro aspettative ma capace di garantire un&#8217;autonomia finanziaria e logistica”. Insomma, Illy si schiera accanto a Padoa Schioppa nel criticare la “generazione dei bamboccioni”, criticando i giovani, poiché poco dinamici e restii a prendere l&#8217;iniziativa. Per rafforzare la sua posizione, l&#8217;autore cita l&#8217;aneddoto di un incontro fatto negli Stati Uniti con un giovane architetto che temporaneamente lavorava come barista. </span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Personalmente, queste ultime chiacchiere lasciano il tempo che trovano. Da una settimana ho iniziato a leggere un libro molto interessante intitolato “La fuga dei talenti” di Stefano Nava, in cui si raccontano le storie di professionisti e giovani talenti sfornati dalle università nostrane che, non avendo trovato opportunità in Italia a causa della mancanza di meritocrazia e dell&#8217;incontrastabile dominio della prassi della raccomandazione, si sono visti costretti a emigrare all&#8217;estero. Medici, ricercatori, artisti e giovani imprenditori che, per colpa di un sistema malato (a mio avviso, in modo irreversibile) hanno dovuto fare le valige per potere affermarsi. Allora io chiedo a Illy: in Italia, considerando anche il contesto sociale completamente diverso da quello statunitense e, più generalmente, europeo, come può un talentuoso neolaureato fare esperienza, crearsi un curriculum in un campo che non ha nulla a che spartire con il suo campo di studi? Ipoteticamente parlando, se un giovane seguisse i consigli di Illy e al termine di questo periodo di transizione, più o meno lungo, riuscisse ad ottenere un colloquio di lavoro per un incarico attinente al suo corso di studi, quale appetibilità potrebbe avere il suo curriculum, non avendo per l&#8217;appunto esperienza nel suo campo di competenza? La mia opinione è che il problema stia in realtà a monte: in Italia non vi è il coraggio di investire sui giovani, non si sa osare e nel corso degli è andato a instaurarsi un sistema gerontocratico altamente nocivo per il sistema paese. Un esempio lampante è dato dalle offerte di lavoro presenti su qualsiasi quotidiano: al candidato si richiede sempre un certo livello di esperienza nel settore, però sono davvero pochi i casi in cui vi sia qualche soggetto disposto a consentire la creazione di questa esperienza. Unico punto debole del pensiero di Illy è quindi il tema dei giovani, accusati di essere nella maggioranza dei casi degli “scaldatori di banchi universitari” (virgolettato mio) in attesa del posto di lavoro fisso. Senza adeguate politiche giovanili, incentivando le aziende a investire sulle nuove leve, sulle nuove idee, allora sì che si rischia davvero di perdere il nord. E forse anche l&#8217;Italia.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>In breve:</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">In questo suo saggio,Riccardo Illy non le manda di certo a dire: con grande acutezza spazza via tutte le ragnatele che ostacolano l&#8217;ingranaggio produttivo del nord, proponendo diverse soluzioni a livello politico, economico e legislativo. Dopo questa lettura, si può tranquillamente affermare che se nel centro-sinistra vi fossero più persone con il suo ingegno e la sua freschezza intellettuale, la Lega Nord avrebbe molte più difficoltà a imporsi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Pro:</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Veloce 	e privo di orpelli stilistici: il libro si legge molto facilmente.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Vengono 	proposte diverse soluzioni pratiche ai problemi del nord.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">Si 	rapporta con la Lega Nord senza pregiudizi ma con grande sincerità.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Contro:<br />
</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">A mio avviso, è totalmente errata l&#8217;interpretazione della situazione in cui sono immersi i giovani d&#8217;oggi, visti per lo più come soggetti in perenne attesa del posto fisso. Mancano proposte concrete a livello di politiche giovanili, incentivi e rinnovamento del sistema accademico. </span></span></p>
</li>
</ul>
<p><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong> Parole chiave: </strong></span></span><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">federalismo, fisco, infrastrutture.</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=43&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/04/06/cosi-perdiamo-il-nord/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Mamma mia che ragionamenti!</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/31/mamma-mia-che-ragionamenti/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/31/mamma-mia-che-ragionamenti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 07:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni profondissime ma così profonde che non t'immagini neanche]]></category>
		<category><![CDATA[batmen blues]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Magreta]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=38</guid>
		<description><![CDATA[Finissimi ragionamenti intorno alla politica e alla democrazia. Platone si inchina di fronte a tutto ciò.
<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=38&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Era sabato sera, non avevo voglia di fare nulla di spettacolare, eccessivo e degradante per lo spirito e il corpo. Quindi ho fatto un salto al Central Park, il bar del Parco della Repubblica che, guarda a caso, si trova praticamente di fianco casa mia. Non sono andato là senza motivo apparente, anche perché il locale in sé non è che mi abbia mai attirato più di tanto, ma perché suonavano quegli sciagurati di Magreta dei <a href="http://batmenblues.altervista.org/">Batmen Blues</a>.</p>
<p>Serata ottima per farsi un paio di Montenegro a buon prezzo, fare due gag con la sassofonista (che tanto non accetterà mai e poi mai di uscire con me, esattamente come la sorella maggiore del chitarrista) e fare qualche discorso serio, rullo di tamburi, con il buon vecchio Fabio, cosa più unica che rara. Non tanto perché il buon vecchio Fabio sia una persona poco seria o sprovveduta, bensì perché è sempre impegnato con la morosa.</p>
<p>Lascio al lettore il compito di interpretare quest&#8217;ultimo inciso. Insomma, non è facilissimo beccarlo in giro se non per le partite di calcetto di campionato durante la settimana.</p>
<p>Il discorso partiva dall&#8217;incontro che avevo fatto poche ore prima con Davide Dotti, responsabile MGP Modena (ne ho parlato nel post precedente), per poi arrivare a qualcosa di più generale sui partiti e la democrazia in Italia ed è stato proprio in quel momento che mi è scattata una perla che, dopo diversi giorni, mi stupisce il fatto che sia uscita dalla mia bocca.</p>
<p>Si stava parlando del PD, della grande fondazione del PDL, della Lega e tutto il resto&#8230;</p>
<blockquote><p>Perché vedi, Fabio, in Italia abbiamo una democrazia &#8220;fast-food&#8221;. Noi, quando andiamo a votare crediamo di andare a esercitare un diritto imprescindibile per uno stato, per l&#8217;appunto, democratico. Invece, andiamo solamente ad usufruire di un prodotto pre-confenzionato, esattamente come un hamburger dal McDonald. In Italia non esistono PD ne PDL, ma solo due élite di potere che vanno avanti scambiandosi favori politici ed economici a livello locale (e non solo, nda) sulla logica del &#8220;do ut des&#8221;. Quello che si vede a livello nazionale è solo una messa in scena, fatta per dare un minimo di parvenza di lotta politica. Giovedì sera, ad Annozero, c&#8217;era un giornalista de La Stampa di Torino che denunciava come in Liguria la giunta regionale Burlando (PD) e i comuni di destra e di sinistra si fossero messi d&#8217;accordo per avviare la cementificazione, praticamente distruggendo il territorio. In studio, Maurizio Lupi (PDL) e Daniela Santanché (ex AN, ex  Storace, ormai nuovamente in quota berlusconiana) hanno reagito in un modo che mi ha fatto letteralmente cascare le braccia. Lupi protestava vibratamente perché &#8220;i giornalisti vedono sempre nero e devono sempre cassare la libera iniziativa personale&#8221;, senza presentare alcuna prova per replicare alle affermazioni del giornalista. Questo per dirti, Fabio, della distanza che c&#8217;è tra noi e loro. L&#8217;involuzione democratica del nostro paese si è avviata da diversi anni e ormai è diventata inarrestabile, di fatto irreversibile.</p></blockquote>
<p>Profondamente preoccupato per tutto ciò, ho concluso questa orazione degna del migliore Cicerone (ma anche no) o di un Giovanni Sartori sotto gli effetti di una miscela esplosiva di alcool e nesquick scaduto. Successivamente, l&#8217;attenzione mia e di Fabio è stata attirata dalle chitarre &#8220;sostitutive&#8221; della band, una Epiphone e una Squire.</p>
<p>Il primo chitarrista è poi tornato in sala per smontare l&#8217;attrezzatura della band e in quel momento ho espresso il mio disappunto per l&#8217;assenza di sua sorella e per il fatto che la prima sassofonista facesse la sostenuta respingendo le mie avances.</p>
<p>È proprio un&#8217;Italia malata!</p>
<p>PS: Ovviamente, per i coinvolti in questo post ricordo sempre che siamo tra il serio e il faceto <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=38&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/31/mamma-mia-che-ragionamenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Una nuova settimana.</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/30/una-nuova-settimana/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/30/una-nuova-settimana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=35</guid>
		<description><![CDATA[Nell'ultima settimana il Gabbro non è stato molto presente sul blog. Che cosa è successo?<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=35&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dopo alcuni giorni di silenzio, torniamo a dare un po&#8217; di brio a questo blog.<br />
La settimana scorsa è stata piuttosto frenetica e decisamente insolita: certamente, non capita così spesso di avere la possibilità di andare con la facoltà negli studi RAI per la registrazione di due diversi programmi.<br />
Mercoledì, e questa è davvero da ricordare, siamo stati ospiti di &#8220;Che tempo che fa&#8221; dove abbiamo assistito alla registrazione della puntata speciale dedicata a Roberto Saviano, con il giornalista presente in studio che ha dato una lezione di giornalismo più unica che rara. Roba da pelle d&#8217;oca.<br />
Poi, venerdì siamo stati ospiti di Enrico Bertolino a &#8220;Glob: l&#8217;osceno del villaggio&#8221;, un programma a mio avviso tutt&#8217;altro che stupido.<br />
Ospite principale era Marco Travaglio che, dopo essere stato ospite qui a Reggio Emilia e avere un poco deluso il sottoscritto, non è riuscito a riscattarsi: posso benissimo essere d&#8217;accordo con quanto dice sulla nostra beneamata classe politica, ma quello che mi manda totalmente in bestia è il uso modo di porsi con l&#8217;uditorio (sia lo spettatore da casa o quello in platea) e il suo &#8220;accanimento&#8221; contro la stampa su internet, che, secondo lui, non dà le stesse opportunità di approfondimento della carta stampata.<br />
Un commento personale?<br />
Secondo me, questa è una cagata pazzesca meritevole di 92 minuti di applausi.<br />
Anche perché lo sa pure mia nonna che su internet hai una capacità di reperimento di informazioni praticamente infinita e che è possibile praticare ricerche e analizzare riferimenti incrociati con quanto pubblicato, cosa che con i quotidiani cartacei non è possibile se non svaligiando l&#8217;edicola portandosi a casa l&#8217;intera rassegna stampa. Comunque, probabilmente parlerò in futuro dell&#8217;argomento in modo più approfondito perché, ora come ora, le parole del giornalista torinese mi hanno lasciato un certo amaro in bocca.<br />
Ovviamente sono tornato a Modena piuttosto sconvolto ma molto soddisfatto e contento per avere passato bene il tempo con i miei compagni di corso.<br />
Nel frattempo, continuiamo a lavorare sullo studio della Lega: sabato ho passato la mattinata presso la biblioteca Delfini a scrivere e a raccattare nuovi libri, come se non bastassero quelli che ho già in lista: ora siamo a quota 22 e finora ne ho letti 6.<br />
Ormai, però, si conoscono le parole del poeta:<em> It&#8217;s a long way to the top, if you wanna rock &#8216;n roll! </em>Inoltre, nel pomeriggio ho avuto una chiacchierata molto piacevole con Davide Dotti, il responsabile modenese del Movimento Giovani Padani, presso il banchetto della Lega Nord sotto i portici del Collegio, in cui abbiamo parlato del lavoro che sto svolgendo attualmente, dei libri pubblicati sul suo partito e della nostra città.  Quasi quasi, al prossimo giro gli porto una bottiglia di prosecco: infatti, vorrei ringraziarlo per la grandissima disponibilità e il tempo che mi ha concesso.</p>
<p>Quindi non disperate: nei prossimi giorni vi scasserò i maroni con altre schede sui libri che sto leggendo per questo famigerato e spietato studio sul partito più verde del nord. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>PS: Non escludo anche la possibilità di mettere in rete qualcosa di più creativo e interessante, abbiate fede!</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/35/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/35/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/35/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=35&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/30/una-nuova-settimana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Pensiero del giorno</title>
		<link>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/20/pensiero-del-giorno/</link>
		<comments>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/20/pensiero-del-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 11:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Massime e aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[idiozia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gcasagrande.wordpress.com/?p=32</guid>
		<description><![CDATA[Una frase, una battuta, qualcosa per il pensiero del giorno.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=32&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho notato che, solitamente, quando si è morosati, fidanzati o accoppiati con un altro essere umano, i soggetti coinvolti tendono a rincoglionirsi pesantemente.<br />
Io, modestamente, ho risolto il problema a monte e non ho assolutamente difficoltà a rincoglionirmi da solo.<br />
Anzi, con franchezza e serenità d&#8217;animo, posso affermare di avere raggiunto un livello di rincoglionimento davvero invidiabile.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/gcasagrande.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/gcasagrande.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/gcasagrande.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/gcasagrande.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/gcasagrande.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/gcasagrande.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/gcasagrande.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/gcasagrande.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/gcasagrande.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/gcasagrande.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=gcasagrande.wordpress.com&blog=6976069&post=32&subd=gcasagrande&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gcasagrande.wordpress.com/2009/03/20/pensiero-del-giorno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/76ca441b6283d7d6d1640615c64cc0e4?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">Gabriele Casagrande</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>