Salvini, Pontida e la Lega: la mia versione.

Matteo Salvini a un comizio.

Matteo Salvini a un comizio.

Il video se ne stava tranquillo rannicchiato nel suo caldo posticino, la sua morbida e confortevole tana di Youtube.
L’avevo lì deposto con tanto amore il 18 Giugno scorso, qualche giorno dopo un week-end decisamente inusuale.

La mia tesi per la laurea triennale, incentrata sui temi dell’identità, la tradizione e il loro uso politico fatto dalla Lega Nord mi aveva portato nella provincia bergamasca, a Pontida, per seguire il celebre giuramento del terzo partito italiano, la Lega Nord.
Italiano? Beh, appena giunto al casello di Bergamo, ho avuto qualche problema a comprendere il casellante che si esprimeva nel suo dialetto locale. Qualche istante, giusto il tempo per fare mente locale e capire che semplicemente mi stava chiedendo dieci centesimi, così per non perdere tempo nel darmi il resto in monete e nichelini inutili.

Provocatoriamente, Pontida non è Italia perché là gli autoctoni percepiscono la puzza di forestiero, di straniero.
Ero là con un fotografo free-lance, conosciuto su Facebook (per la serie “La potenza di internet”), votato ai reportage più di tipo artistico che di tipo giornalistico.
“Lei per chi lavora?” chiese al fotografo quella signora guardinga che nell’ingresso della sezione della Lega Nord di Pontida era impegnata a piegare manifesti. Era sabato pomeriggio e stavamo cercando un ufficio presso cui procurarci gli accrediti giornalistici per il giorno dopo.
“Veramente sono free-lance, non lavoro per nessuno”
Per niente convinta dalla risposta, si rivolse poi a me con fare guardingo, se non inquisitorio.
“E lei? Per chi scrive?” con un accento marcatissimo sul ‘per chi scrive’.
“Beh, io sono indipendente, sto lavorando per la mia tesina di laurea” risposi timidamente, visibilmente spiazzato e totalmente impreparato per una domanda di quel tipo.
“Guardate, ci hanno detto di diffidare dei giornalisti. Noi diffidiamo sempre dei giornalisti. Non abbiamo nulla da dire!”
Detto ciò ci congedò.

A mente fredda, non c’era da stupirsi di reazioni come queste.
Quando eravamo nel bar accanto a Piazza del Giuramento, gremito di anziani del luogo e leghisti in genere (le cose tendevano a fondersi), la scena mi ricordava molto un topos dei film western: gli stranieri che arrivano nel villaggio, entrano nel saloon e tutti gli avventori si voltano per squadrarli e riservare loro occhiatacce minacciose.
Insomma, poco ci mancava, ma la situazione mi aveva provocato una certa inquietudine.
Il modo di sentire, di percepire la vita e il tempo, insomma, per farla breve, la cultura e la mentalità, se volete usare parole ormai banali svuotate di significato, sono lontanissime, per esempio, dalla mia che sono modenese da generazioni. Quindi, praticamente a due ore e mezza di macchina di distanza da Pontida.

La mia impressione è stata quella di essere visto come qualcuno di pericoloso, qualcuno da cui guardarsi, poiché capace (?) di smontare la cosmogonia leghista, di fare domande, di chiedere, ma soprattutto chiedersi, il perché.
In questi ultimi mesi mi sono coperto di libri di sociologia che trattavano della Lega e in più di un occasione mi sono imbattuto nell’ormai celebre ricerca del 1992 dell’Aaster, l’istituto di Aldo Bonomi: da questa indagine risultava che, nelle province di Bergamo e Lecco, la figura istituzionale più odiata era quella del bibliotecario comunale. Questi “è uno statale, un intellettuale, un parassita improduttivo”. Non è quindi una persona indefessa dedita al lavoro, al sacrificio, al sudore e alla fatica. Chi studia, quindi, non può che essere un fannullone!

Domenica quattordici, ho avuto la possibilità di rivolgere un paio di domande a Giuseppe Leoni, primo deputato leghista nel 1987. Alla stessa tornata elettorale, Bossi debuttò al senato.
Leoni, responsabile dei “Cattolici Padani”, era presente a Pontida con il suo gazebo e con lui tutte le altre associazioni del ‘collateralismo verde’.
Gli spiegai cosa stavo facendo e perché volevo parlare con lui. A un certo punto mi chiese quale fosse il mio corso di laurea.
“Scienze della comunicazione!” risposi.
Se non fosse stato per un suo conoscente che lo interruppe per salutarlo in mezzo al marasma della folla, avrebbe terminato la seguente frase: “Bene. Inizierai a lavorare prima o poi!”. Glissai e feci finta di niente, ormai ci sono abituato.

Al termine della manifestazione ho avuto una breve chiacchierata con uomo sulla cinquantina, viso durissimo, mani ancora di più, canottiera bianca e fazzoletto verde al collo.
“Lei come si è avvicinato alla Lega?”
“Io non ho niente da dire, dico solo viva la Lega e fuori tutti i negri!”
Sorpreso da questo uno-due da pugile professionista, mi rimisi in piedi e riuscii a estorcere qualcosa di più succoso.
“Io sono muratore, sono friulano, vivo e lavoro in Lombardia da vent’anni” mi disse con un minestrone tra il brianzolo, il seriano e il friulano.

“Spiegati meglio, che sono ignorante” aggiunse con tonalità neutra, priva di sfumature, mentre gli stavo rivolgendo altre domande.

Ed è qui che la Lega vince: vince perché non ha bisogno di farsi dire di cambiare registro, di farsi capire, di spiegarsi meglio.
Vince perché, volenti o nolenti, sa interpretare il senso comune della gente e sa tramutarlo in consenso senza particolari fronzoli, senza parlare di giustizia sociale, socialdemocrazia o altri termini da teoria politica.
Senso comune che potrebbe anche essere visto nel filmato che ritrae Salvini intonare cori da stadio contro i napoletani.
Comune sentire, un anti-meridionalismo eterno e latente proprio del nord tutto, che si riflette, anche in questo caso, in modo plateale e manifesto con uno sfottò di tipo calcistico vecchio di secoli.
Slogan di questo tipo esistono da sempre e sono indirizzati verso chiunque, verso qualsiasi abitante della penisola, da San Candido in provincia di Bolzano a Lampedusa.
Per non parlare poi del contesto in cui era collocato: la festa di Pontida, con i sostenitori, tra birra, vino e salamelle.

Quello che non funziona è il fatto che un deputato, rappresentante di tutto il popolo italiano, si produca in comportamenti che stonano con l’incarico istituzionale ricoperto.
E così scatta la macchina dei mass-media: si muove il Leviatano dell’indignazione, del politicamente corretto, con le pacate richieste di scuse dagli alleati e con le vigorose richieste di dimissioni da parte dell’opposizione.
Ci si mette anche Alessandra Mussolini, che interviene in aula con un improbabile rap di controreplica al coro salviniano, per buttarla sulla bischerata, con disinfettante e strofinaccio per sciacquare la bocca lombarda.

Osservando come l’arco costituzionale si sia mosso in modo mediamente compatto, credo sia opportuno fare un’osservazione. Alle Feste de L’Unità, fino a poco tempo fa, si trovavano cimeli dell’ex Unione Sovietica, mentre alle feste dei Solstizi d’Inverno organizzati da Azione Giovani si sfoggiavano ampie croci celtiche su sciarpe e ciondoli, sempre però in un clima ad alta gradazione alcoolica. Insomma, ci sono ovunque “estremismi” che, in linea di massima, risulterebbero molto sconvenienti agli occhi dell’opinione pubblica.
Questi oggetti, oltre ad essere concreti, sono anche portatori di significati che però non suscitano lo stesso clamore dei cori di Salvini.

Questi oggetti, infatti, vengono ignorati dal pubblico: i mass media, consapevoli di ciò, non trattano quindi di episodi di questo tipo.
Tornando al lato pratico della questione, alla luce di questi elementi vorrei fare notare come, a mio avviso, tendano ad esserci due pesi e due misure nel rapportarsi con questi “estremismi”.

Su Youtube, ovviamente, piovono commenti a non finire: per lo più si fronteggiano utenti che ripagano Salvini con la stessa moneta, spesso e volentieri con gli interessi. Dall’altra parte, invece, vi è una timida constatazione di ciò che viene cantato dal politico con i suoi militanti non sia poi così difforme dalla verità.
Diamo il via, allora, al consolidamento di tutti gli stereotipi possibili immaginabili sui cavernicoli leghisti, sugli ominidi verdi, i neanderthaliani delle prealpi, foderandoci gli occhi in prima persona, impedendo a noi stessi ogni tentativo di comprendere la realtà dei fatti perché, in fondo, ci fa comodo pensarla così: è un’euristica, una scorciatoia di pensiero.
Tizio si comporta in un certo modo ed è pure leghista? A seconda dell’entità del comportamento possiamo scegliere se gonfiare il petto e battere il pugno sul tavolo oppure, in alternativa, farci una risata, minimizzando, anestetizzandoci verso un certo tipo di intemperanze.

In realtà, la Lega non è solo Salvini che offende napoletani, il tizio con il barbone verde o quell’altro vestito come un vichingo: usualmente, televisione e stampa riportano soggetti come questi perché, esteticamente parlando, sono quelli più appariscenti, bucano meglio lo schermo. Così facendo, però, lo spettatore è indotto a pensare che questo “campione statistico” sia rappresentativo di tutto l’universo leghista, che siano tutti uguali!

Quel sabato tredici Giugno, oltre a Salvini e la sua maglietta “Più Rum, meno rom”, c’erano anche il deputato Grimoldi e il ministro Calderoli: soprattutto quest’ultimo, con grandissima disponibilità e gentilezza, si è concesso alla folla e non ha negato a nessuno una foto ricordo, un autografo sulla maglietta, una stretta di mano. Vorrei vedere qualcuno del PDL o del PD prestarsi a una cosa del genere.
Se c’è una cosa che ho imparato dai romanzi di Charles Bukowski è che quando c’è in circolazione dell’alcool, va a finire che succede sempre qualcosa. E i fatti mi hanno dato ragione.

Di quel sabato tredici giugno tutti parleranno dei cori razzisti contro Napoli cantati dall’eurodeputato Matteo Salvini e non, per esempio, della vicenda del nuovo sindaco di Misano di Gera D’Adda, Daisy Pirovano, 32 anni, figlia del presidente della provincia di Bergamo, Ettore Pirovano. Con una laurea in diritto internazionale ed europeo guadagnata presso la Paul Cézanne University di Marsiglia, questa giovane donna polverizza tutti gli stereotipi sui leghisti e non ha per niente l’aria di essere una persona che detesta i bibliotecari.

Quel sabato tredici giugno mi sarei aspettato di vedere accanto a me altri operatori della stampa, per conoscere e raccontare chi sono veramente i leghisti. Invece, ciò non si è verificato.
Ero l’unico non leghista presente in quel luogo, con solo la mia puzza da giornalista, armato di fotocamera, registratore vocale e tanta, tanta, tanta curiosità.
Curiosità per provare a capire, per trovare una risposta a tutti quei perché sui recenti successi elettorali della Lega Nord, sul suo dilagare nelle terre rosse un tempo ostili, sulle sue nuove leve, sul suo rapporto con il territorio e sul suo modus operandi.
La cosiddetta stampa ufficiale, alla domenica, era impegnata a intervistare anziani con le barbe verdi.
Io ho appena iniziato a trovare qualche risposta ai miei perché e so benissimo che da ognuna scaturiranno nuovi quesiti.

Finché i mass media tradizionali, i nuovi media e, in particolare modo, la blogosfera continueranno ad avere questo atteggiamento di snobismo e sufficienza nel rapportarsi con “l’oggetto Lega”, l’onda verde sarà inevitabile.
Invece, se avversari e alleati si fermassero a riflettere seriamente e ad analizzare la situazione scavalcando pregiudiziali ideologiche e di tifo politico, e, soprattutto, evitando meri attacchi verbali, forse essi potrebbero sperare di avere una chance per risalire la china o, per lo meno, di limitare i danni inferti dal partito di Umberto Bossi.
Se.

PS: Su Youtube e su Facebook c’è chi mi ha scritto facendomi i complimenti per avere fatto saltare Matteo Salvini, “esiliandolo” a Strasburgo. Ovviamente, non vi riporto gli aggettivi poco eleganti con i quali è stato apostrofato. Andando al parlamento europeo, di certo non morirà di fame per colpa del mio video.
Inoltre, contando sul fatto che l’Italia è un paese senza memoria, una sua candidatura alla prossime elezioni politiche non mi stupirebbe più di tanto. Se in parlamento abbiamo soggetti come Giuseppe Ciarrapico, pluri-condannato per bancarotta fraudolenta e altre marachelle, sempre provocatoriamente parlando, perché non potrebbe starci pure Matteo Salvini con i suoi cori da curva sud?

Qui sotto,  il video incriminato.

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31 Responses to Salvini, Pontida e la Lega: la mia versione.

  1. Daniele ha detto:

    Salvini è dal giorno stesso in cui ha presentato la sua candidatura all’Europarlamento che annuncia che avrebbe lasciato Montecitorio. Ha deciso così Bossi: in Europa saprà farsi notare maggiormente, a Roma era solo una scheda elettronica in più al momento del voto. Sì, la Lega è un movimento eterogeneo, ma, con la nuova generazione (fatta di ragazzi che non provengono da esperienze politiche precedenti come gli anziani del partito) ciò comincia ad esser meno vero. E il modello che spesso viene offerto ai giovani dell’MGP spesso è proprio quello di Salvini.
    (Ps. su Radio Padania sono convinti che il responsabile del video sia un infiltrato di Repubblica…)

  2. Innanzitutto, grazie per il commento. 🙂
    Sapevo anch’io dell’incompatibilità tra gli incarichi di deputato e parlamentare.
    Ovviamente, per Matteo Salvini il termine ultimo per rinunciare al seggio romano cadeva ieri l’altro e le sue dimissioni vengono rassegnate proprio nel momento di massimo putiferio sulla sua testa.
    Coincidenza?
    Se ci avesse pensato prima a dimettersi da deputato, in una situazione come questa avrebbe dovuto rinunciare anche al mandato europeo?
    Fantapolitica, ma come ipotesi non è così stupida.
    Per quanto riguarda quelli di Repubblica, quelli del cartaceo e della redazione di Rep Tv si sono comportati in maniera sensibilmente diversa: ieri, i primi hanno presentato la cosa come una loro grande esclusiva, ripetendo più e più volte come fosse una loro “esclusiva”. Invece, quelli di Repubblica Tv, quando martedì mattina hanno mostrato il mio video, inizialmente non riportavano neanche la fonte, se non un generico “Youtube”. Dopo mia richiesta scritta via mail sono stati quasi subito inseriti i “credits”.
    Ecco qui il loro video, con i sottotitoli e un po’ più luminosità:
    http://tv.repubblica.it/copertina/se-questo-e-un-parlamentare/34784?video

    Sia ben chiaro una cosa: da Repubblica non ho preso neanche l’ombra di un centesimo.

    PS: Dove posso trovare il commento di Radio Padania?

  3. Wil Nonleggerlo ha detto:

    Eccezionale …

    Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate. Wn

  4. Scirocco ha detto:

    Dietrologia per dietrologia, noterei piuttosto il fatto che Repubblica abbia scelto proprio il giorno in cui Salvini si sarebbe comunque dimesso da Montecitorio (o in alternativa da Strasburgo) per pubblicare il video e dare il via alle polemiche.
    A fine giornata, infatti, scrivono con aria di vittoria che alla fine, ha almeno dovuto rassegnare le dimissioni dal Parlamento italiano.
    http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/salvini-a-pontida/reazioni-salvini/reazioni-salvini.html?ref=search

  5. daniele ha detto:

    Riconosco che l’universo leghista non è solamente quello dei vichinghi cornuti con la panza gonfia di rhum (vedi ministro Zaia), però neanche si può minimizzare sul “racconto” che la lega allestisce per muovere il suo elettorato. Anche perché le soluzioni politiche che avanza rispondono propriamente a quel racconto che allora, più che retorica strumentale, conferma di essere universo culturale.

    Poi, i motivi per cui la Lega vince sono molteplici: radicamento sul territorio, nocciolo identitario forte, totale spaesamento e disinvestimento da parte della sinistra verso quel tipo di elettorato e tante altre.

  6. Francesco ha detto:

    “Di quel sabato tredici giugno tutti parleranno dei cori razzisti contro Napoli cantati dall’eurodeputato Matteo Salvini e non, per esempio, della vicenda del nuovo sindaco di Misano di Gera D’Adda, Daisy Pirovano, 32 anni, figlia del presidente della provincia di Bergamo, Ettore Pirovano. Con una laurea in diritto internazionale ed europeo guadagnata presso la Paul Cézanne University di Marsiglia, questa giovane donna polverizza tutti gli stereotipi sui leghisti e non ha per niente l’aria di essere una persona che detesta i bibliotecari.”
    Caro Gabriele, sono un dottorando di ricerca “coleroso e terremotato”. Scrivi di un universo leghista più complesso e meno “rozzo” di quanto appare. Dal tuo punto di vista, quello dello studioso, fai bene a mettere in luce le sfumature, non limitandoti agli stereotipi. Molte tue osservazioni sono interessanti. Sarebbe però altrettanto auspicabile, però, da parte di giovani studiosi del Nord, una maggiore curiosità per il Sud. Il Sud è ossessivamente presente nel dibattito politico del Nord ma gli studi accademici di qualche valore sul Sud provengono quasi invariabilmente dal Sud stesso. Non credi che ci sia una grave lacuna e che questa scarsa conoscenza (conseguente a una scarsissima curiosità) fornisca l’humus per l’antimeridionalismo, diffuso ben oltre l’elettorato leghista, a volte anche in elettori molto lontani da quell’universo? Quanti “settentrionali” conoscono Napoli oltre gli stereotipi mediatici? Non ti colpisce, tra le altre cose, il silenzio assordante dei politici del Nord (le reazioni, tra cui le “bischerate” della Mussolini, sono quasi tutte di politici campani o comunque meridionali) sulla vicenda Salvini?

    • Caro Francesco, grazie mille per il tuo commento.
      Il tuo commento meriterebbe pagine e pagine di risposta, cercherò di essere chiaro e sintetico il più possibile.
      Purtroppo gli studi sulla “questione meridionale” sono diventati loro stessi una “questione”.
      È chiaro che se siamo nel 2009 e continuiamo a rapportarci al problema riportando le Lettere Meridionali di Pasquale Villari e la celebre inchiesta Franchetti-Sonnino, qualcosa non va.
      Se ci mettiamo anche di mezzo il ventennio fascista, con la finta risoluzione della “questione meridionale” e, di fatto, l’annullamento di qualsiasi forma di studio e di ricerca sociale sul tema, allora il gioco è fatto.
      Negli ultimi anni ci sono state diverse opere che hanno provato a sviscerare il problema: per quanto mi riguarda, se scorri i vecchi post di questo blog, segnalo un libro che potrebbe fare al caso tuo.
      “Modernità e secessione” di Michel Huysseune, oltre a ad applicare l’analisi sociale alla Lega Nord, presenta una casta rassegna di titoli sull’argomento.
      Purtroppo, anche questo libro è altamente teorico e complesso: io stesso ho dovuto leggerlo con internet aperto per comprendere a pieno passaggi difficili o riferimenti particolari.
      Di primo acchito, mi sento di dire che non è stata trovata la giusta via di mezzo tra accessibilità/comprensibilità dei contenuti e serietà/rigore scientifico.
      Mi spiego meglio: il cittadino medio non può avere gli strumenti per affrontare un certo tipo di produzioni. È vero però che la stampa sbaglia a parlare del sud solamente in occasioni di retate, omicidi, scandalo rifiuti. Così facendo, si fornisce una semplificazione che mistifica la realtà e non porta a una vera soluzione del problema: l’emergenza rifiuti a Napoli (ma anche a Palermo, solo che non se n’è parlato così tanto) non si risolve spegnendo le telecamere e dichiarando gaudente alla stampa di avere risolto il problema.
      Ai giovani militanti che ho intervistato, posso rimproverare solamente un “eccesso di pragmatismo”. Per loro è un pregio, il fatto di essere in mezzo alla gente, di lavorare sodo tra i cittadini. Non ho indagato approfonditamente sul tema del meridione perché esulava dai miei obiettivi, ma per farti un esempio pratico delle cose che ho sentito dire posso citarti una domanda che ho posto a un militante di Modena.
      Gli ho chiesto se, coerentemente con il suo pensiero federalista, avesse mai studiato o letto testi di Hamilton e i federalisti statunitensi.
      Questo mi ha guardato strano e mi ha risposto: “No, solo Miglio. E poi io mi concentro solamente nel mio lavoro sul territorio. Punto”.
      Resto a tua disposizione per eventuali spiegazioni e chiarimenti. 🙂
      Buona giornata

  7. claudio ha detto:

    Il 1° movimento federalista ( forse indipendentista) fu la Liga Veneta subito seguita dai Lumbard e come veronese ricordo benissimo che l’obiettivo di allora erano i terroni ( meridionali)Esattamente come ora per gli immmigrati si diceva che ci portassero via il lavoro, che non si lavavano etc etc etc…Tutto questo solo per dire comunque, che se la Lega non seguisse la linea del crearsi un nemico ( chicchessia terrone, cinese, immigrato, zingaro..), non prenderebbe nemmeno un voto dimostrando di essere il vuoto totale, un partito assolutamente inutile che serve solo da reggispalle al signore di Arcore.Non riuscendo a mangiare a Roma , hanno capito che si puo’ mangiare molto bene anche a livello locale, sfruttando pero’ a mani basse, la tendenza xenofoba del nord.Tanta gente gia’ qui a Verona, parla di Lega Ladrona nonostante ci sia un sindaco sceriffo forte con i barboni ma debole con i forti..Salvini ha fatto la figura del pirla da bar…Ha tempo per rimediare…E’ giovane….ma a forza di cazzate cosi’ anche la lega dovra’ pagare il conto prima o poi.

  8. Hybris ha detto:

    Mamma mia Gabriele, mi avevi detto che facevi un salto a Pontida ma non credevo si scatenasse questo putiferio!
    Comunque ho letto a fondo il tuo articolo qui riportato con la tua versione dei fatti e ti sei un po’ trovato in mezzo.
    Per quanto riguarda Salvini si sarebbe dimesso comunque, avrebbe dovuto farlo prima della scadenza, in questo modo ha messo nelle mani di quelli di Repubblica l’occasione d’oro di fare l’improbabile collegamento fra il tuo video e le sue dimissioni, poco male.
    Di nuovo, nonostante tutto sto casino, ti rinnovo, da leghista, i complimenti per l’onestà intellettuale con cui ti sei avvicinato allo studio della Lega, purtroppo in questo paesucolo di cialtroni c’è ancora troppa gente ben lieta di farsi fare il lavaggio del cervello da media tradizionali.

    p.s
    X Claudio il veronese che parla della tendenza xenofoba del nord, forse farebbe meglio a interrogarsi sul perchè di questa cosa, se è obiettivo ci dovebbe mettere poco a capire che non è certamente la Lega la causa ma più probabilmente quell’assurda mentalità che nemmeno troppo velatamente va predicando l’ingresso libero per tutti i disadattati del globo, senza se e senza ma.
    Ad un’azione corrisponde una reazione, se cerchi di imporre ad un popolo un multiculturalismo forzato piovuto d’alto, senza nessun bilanciamento dei flussi, è fatale che le popolazioni autoctone reagiscano. A livello internazionale esistono decinedi esempi di integrazione fallita proprio per un disequilibrio di “quantità”, e ben pochi invece di integrazione (priva di una base comune, normalmente religiosa) riuscita.
    Comunque sia non mi pare proprio che a Verona siano poi in tanti a pensarla come te, la prova è l’altissimo gradimento di Tosi, e magari, se ci si sforza di vederla, anche quella famosa classifica della Caritas che ci dice che in quella città gli immigrati son integrati molto più che nel resto d’Italia. Il livello viene superato solo da un’altra città: la Treviso di Gentilini.
    Quante casualità ne? nonostante i sindaci sceriffi.

  9. Padano ha detto:

    E’ proprio l’approccio mentale che è sbagliato. Intendo dire il *** TUO *** approccio mentale, come quello di tutti quelli che quando parlano della Lega ne parlano come di un qualcosa che suscita *** CURIOSITA’ ***. Curiosità come se si trattasse di un fenomeno da baraccone, tant’è che si continua a parlare, dopo 30 anni di storia Leghista, di “fenomeno” Lega. E tu non fai eccezione (al punto che, consentimi la franchezza, se i commissari che ti giudicheranno in sede di laurea conoscessero davvero la Lega, ti dovrebbero bocciare). Cito testualmente:

    “Ero l’unico non leghista presente in quel luogo, con solo la mia puzza da giornalista, armato di fotocamera, registratore vocale e tanta, tanta, tanta *** CURIOSITA’ *** .
    Curiosità per provare a capire, per trovare una risposta a tutti quei perché sui recenti successi elettorali della Lega Nord, sul suo dilagare nelle terre rosse un tempo ostili, sulle sue nuove leve, sul suo rapporto con il territorio e sul suo modus operandi”.

    Non si ha curiosità per qualcosa che si reputa di pari livello e di uguale dignità di altri: si ha curiosità quando si pensa di avere a che fare con dei pagliacci al circo, o di animali allo zoo. Nel momento stesso in cui tu dici di aver voluto capire la Lega, implicitamente le asegni un livello di inferiorità, o se vuoi, ti poni su un livello di superiorità.

    Questo si abbina da sempre all’assenza totale di clamore suscitato da analoghi o ben più gravi episodi, ma commessi da non leghisti: ricordi quando la moglie di Ciampi aveva detto che i meridonali erano più intelligenti dei settentrionali? Milioni di persone, motore economico dell’Italia, offesi pubblicamente dalla moglie del Presidente della Repubblica, il tutto passato sotto rigoroso silenzio… Cosa sarebbe successo se a dire il contrario fosse stato un Leghista? Oppure, cosa sarebbe successo se ad essere sospettato degli stupri seriali di Roma fosse stato un Leghista invece di un segretrio di sezione del PD?

    Sono 30 anni che migliaia di telecamere si aggirano nel “profondo Nord” alla disperata ricerca di una spiegazione sul “fenomeno Lega”, tu compreso.

    La realtà è che non c’è nessun fenomeno.

    C’è solo un popolo alla ricerca della propria libertà.

    Fino all’Indipendenza,

    Padano

  10. Caro Padano, se la mettiamo sulla semantica, allora ognuno la può pensare come vuole.
    Io ero andato a Pontida per imparare, capire, saperne di più, per vedere se quanto avevo letto e studiato negli ultimi 6 mesi era tutto vero.
    Non ti piace il termine “curiosità”? Ne prendo atto, mi suggerirai un’altra parola.
    Ma posso dirti con grande serenità che non credo proprio che la Lega Nord sia un fenomeno da baraccone, una pagliacciata o una cosa poco seria.
    Fosse così, nei prossimi giorni non inizierei l’esperienza di stage universitario presso la sezione di partito di Modena con il fine di completare la mia tesina di laurea, come già deciso ormai da diverso tempo, prima ancora che scoppiasse l’affaire Salvini.

    Se mi permetti, non sono d’accordo con la tua conclusione: non c’è un solo popolo padano. Secondo me, invece, è vero che ci sono più “popoli”, ci sono più leghismi con origini e matrici tematiche diverse che però condividono un progetto comune che, tra tutti gli elettori (e ripeto “elettori”) della Lega non è certo la secessione. Qui su due piedi non ho il tempo materiale per recuperare i dati statistici dalla mia libreria, ma basti sapere che tra tutti quelli che votano la Lega, solo una minoranza ritiene la secessione come la strada giusta da percorrere.
    Grazie per il tuo intervento, sono a completa disposizione per chiarimenti e delucidazioni.

  11. @ Hybris: Grazie per l’apprezzamento Hybris, perdonami se non ho risposto prima al tuo commento ma questi giorni sono stati piuttosto intensi. 🙂
    Se hai bisogno di suggerimenti per libri e altre cose non esitare a contattarmi.
    Ciao e alla prossima.

  12. Hybris ha detto:

    Per me Padano esageri e hai pure un po’ travisato quello che voleva dire.

    Sono leghista anche io e non è che se uno è curioso di capire un qualcosa si pone in una condizione di superiorità nel riguardo della cosa che lo incuriosisce.
    Lui sta facendo una tesi universitaria e studia l’oggetto della sua ricerca, ma una tesi universitaria può essere fatta su qualunque cosa; se uno che fa una tesi di storia sulla guerra d’indipendenza americana secondo te si pone in uno stato di superiorità in relazione ad essa o al popolo degli usa?

    Comunque sia fosse lombardo sarei quasi tentato di darti ragione, un lumbard o un veneto doc hanno ben chiare le ragioni di esistenza della Lega e non hanno bisogno di farsi grandi domande, in Emilia la cosa è un po’ diversa, la era (lo è ancora ma meno…) forte la cultura di sinistra e non è un mistero che in certe parti del nord sia anche arrivata un’immagine distorta della Lega, specie dove questa era meno presente nel territorio, però ti invito a riflettere che lui è disincantato, non ha parlato bene di come i “grandi giornali” ci trattano, è venuto a Pontida a vedere cosa c’era, non se ne è stato a casa a sentirsi il TG che fa vedere sempre lo stesso pirla che da 10 anni mette il cappello da vichingo. C’è una differenza di qualità mica da ridere.

    Poi sulla cosa di Salvini la colpa è di Repubblica, che ci monta il caso, quando basta usare un po’ di raziocinio per capire che si tratta di una cagata pazzesca.
    Se si indignano per così poco dovrebbero far il dei bar d’italia e sentire cosa dicon dei Napoletani, e ho detto italia e non Padania, perchè l’opinione, stavolta, è trasversale.

  13. Hybris ha detto:

    we grazie gabriele.
    hai scelto poi dove fare la specialistica?

    ciao, alla prox

  14. Woah Hybris, mi dai tantissima soddisfazione! 🙂
    Purtroppo no, non ho ancora scelto, nell’ultima settimana questa vicenda ha tolto tempo prezioso alla tesina e alla ricerca di un’università capace di soddisfare le mie richieste. Sai ora sono diventato estremamente esigente! 😛
    Scherzi a parte, il tempo stringe e nei prossimi giorni dovrò per forza ritagliarmi qualche ora per fare una prima scrematura tra gli atenei che ho in mente.

  15. Francesco Napolitano ha detto:

    “Se si indignano per così poco dovrebbero far il dei bar d’italia e sentire cosa dicon dei Napoletani, e ho detto italia e non Padania, perchè l’opinione, stavolta, è trasversale.”
    Gentile Hybris,
    forse, invece del giro dei bar, sarebbe meglio guardare con senso critico e sana curiosità (curiosità che come sottolinei tu non è affatto negativa, anzi: è segno di intelligenza) a questo oggetto misterioso chiamato Napoli: magari andandoci di persona e leggendo qualcosa al riguardo. Mi ricrederò sull’apertura mentale dei leghisti quando mi riuscirà di entrare in dialogo costruttivo con qualcuno di loro.
    Gabriele, anche la tua risposta meriterebbe una lunga replica, ma non ho avuto finora il tempo di risponderti. Lo farò, se ti è gradito, prima possibile. Per il momento ti ringrazio per la risposta. 🙂
    Francesco

  16. Hybris ha detto:

    Francesco Napolitano,
    Io sono leghista e sono stato a Napoli e credimi se ti dico che non ho pregiudizi di fondo verso chi proviene da quella città, ma solo verso certe situazioni che stanno sotto agli occhi di tutti.
    Ho infatti pregiudizi molto forti invece verso chi l’ha amministrata fino adesso, ho pregiudizi verso chi governa la Vostra regione e l’ha trasformata in una discarica a cielo aperto, ho pregiudizi verso quella fila di automobili che mi son trovato nei pressi della stazione dove se non la maggioranza ma la metà sicuro esponeva con nonchalance il cartellino degli invalidi (mai vista una percentuale tanto alta tutta assieme, scusami se mi pongo delle domande). Da lombardo poi mi irrita tremendamente leggere le statistiche che mi dicono che solo il 52% dei Napoletani e dei Casertani paga il canone rai, mi infastidisce anche sapere che il costo della vita e dimezzato e cinonostante l’evasione di imposte come l’IRAP è alle stesse.
    Ma sai qual’è la cosa che mi fa andare più in bestia? Nessuna di tutte quelle elencate sopra, mi infastidisce in modo quasi irrefrenabili che al posto di protestare contro la vostra inetta e collusa classe politica, fate le proteste perchè non vi aprano le discariche vicine a casa. Io una discarica ce l’ho a sette KM in linea d’aria da casa mia, e come me quasi tutto il resto della Lombardia o dell’Emilia. Quando vedrò la stessa folla inferocita DAVANTI AL MUNICIPIO a tirar fuori per i capelli la signora Jervolino e il signor Bassolino allora dirò con fierezza “bravi i napoletani”, ma finchè questo non succede non c’è molto da stupirsi se come ti ho gia scritto, è abbastanza usuale sentire parlar male di Napoli, e te lo ripeto: non siam solo noi polentoni a farlo, ma persino i vostri vicini di casa.

    Poi Salvini ha sbagliato e non doveva fare quel che ha fatto perchè parlamentare, ok, ma indignarsi e stracciarsi le vesti in maniera plateale quando la gente comune quello che ha fatto Salvini lo fa praticamente nel quotidiano mi pare poì ridicolo.
    Ciao!

  17. Francesco Napolitano ha detto:

    “Ma sai qual’è la cosa che mi fa andare più in bestia? Nessuna di tutte quelle elencate sopra, mi infastidisce in modo quasi irrefrenabili che al posto di protestare contro la vostra inetta e collusa classe politica, fate le proteste perchè non vi aprano le discariche vicine a casa. Io una discarica ce l’ho a sette KM in linea d’aria da casa mia, e come me quasi tutto il resto della Lombardia o dell’Emilia.”
    Calma i bollenti spiriti ;)… ho convissuto con una discarica e con il suo tanfo per anni. Si tratta della megadiscarica di Tufino, a 6 km di strada asfaltata da casa mia (la distanza in linea d’aria è molto minore, quindi), chiusa dalla magistratura perché pericolosa per l’incolumità pubblica (tra le altre cose, era letteralmente in mezzo alle case). Siamo proprio sicuri che la Campania abbia meno discariche della Lombardia e dell’Emilia? Strano, non credo che la tua regione, come la mia, sia un formaggio groviera punteggiato di cave, in buona parte (tieniti forte) LEGALI, anche se realizzate spesso con criteri illegali. Strano, visto che la Campania produce meno rifiuti di altre regioni: primo, perché regione a bassa industrializzazione; secondo, perché regione più povera (chi è più povero consuma meno e produce quindi meno rifiuti).
    Nessuna protesta ha mai bloccato la realizzazione di impianti per lo smaltimento di rifiuti. Indicamene uno, se ritieni che la mia affermazione sia falsa.

    “Ho pregiudizi verso chi governa la Vostra regione e l’ha trasformata in una discarica a cielo aperto…”
    Ti riferisci allo Stato centrale? Ti ricordo che la Campania è sotto gestione commissariale dal 1994. Nessuno ha chiesto quel commissariato, nessuno li ha votati: eppure fanno quello che vogliono, andando spesso in deroga alla legge. Un esempio? La discarica di Chiaiano (e parliamo del governo Berlusconi-Lega) è a una distanza minore dal centro abitato di quanto prescrive la legge. Non lo dico io, lo dicono le leggi della Repubblica. A Terzigno si è aperta una discarica in un Parco Nazionale: vietatissimo dalla legge italiana ed europea. Vogliamo continuare? Perché la Lega non chiede, coerentemente con i suoi principi, che la Campania torni alla gestione ordinaria? Le istituzioni locali, per quanto carenti e corrotte, farebbero peggio di quanto ha fatto il Commissariato o quanto sta facendo il sottosegretario Bertolaso? Abbiamo un ottimo assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini (emiliano ed ex-collaboratore del sindaco Formentini, leghista, a Milano): lo si faccia lavorare.

    Riguardo alle sparate di Salvini, mi infastidisce questo minimizzare: come se farsi megafono (da parlamentare lautamente pagato ANCHE DA ME) di un pregiudizio, cantato negli stadi e chiacchierato nei bar, fosse un’attenuante. E se avesse cantato “Balotelli sporco negro”? Sarebbe stata una goliardata anche quella?

  18. Hybris ha detto:

    Non sto a quotarti perchè non mi piace e non ho neanche voglia di protrarre il discorso ulteriormente.

    Facciamo a gara a chi c’ha la discarica più vicina a casa? Io so soltanto che ho visto scene raccapriccianti per non far aprire la discarica di Chiaiano, e posso capire se l’avessero dovuta aprire per far lavorare qualche camorrista, non le capisco invece quando le immagini della Vostra città hanno fatto il giro del mondo civile ridicolizzando l’Italia e gli italiani. Di chi sarebbe la colpa? A casa mia la colpa sarebbe di chi governa la città, e chi governa in quella maniera è da prendere a calci nel culo, altro che difenderlo.

    Seconda cosa la regione Campania sarà anche commissariata ma non lo è il comune di Napoli. Qua è il comune ad organizzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, immagino sia (o dovrebbe) essere la stessa cosa la.

    La Lega non chiede che la Campania torni alla gestione ordinaria per un motivo semplicissimo: le gestioni ordinarie hanno scialacquato miliardi e miliardi di euro, grazie ai vostri amministratori locali sono stati sperperati talmente tanti soldi per appalti inutili, pensioni di invalidità e tresche varie e nonostante ciò sono sempre gli stessi che girano, una casta clientelare di vecchia matrice DC ultrariciclata sotto le sigle più disparate. Visto quindi che (non prendertela ma son pragmatico) i soldi che arrivano la son per la e spariscon nel nulla arrivano per lo più dal NORD(non dubito che la gente comune non li veda nemmeno, non fraintendere) mi pare ovvio che la Lega non si mobiliti in tal senso, almeno fin quanto non avrete fatto sparire i brutti ceffi che vi amministrano.

    In compenso però l’abbiamo fatta una norma in tal senso, nel federalismo fiscale, che prevede la non eleggibilità per quei delinquenti che mandano in fallimento un ente locale, chissà che con la forza delle leggi non si riesca dove l’elettore non fa.

    Riguardo a Salvini mi spiace ti infastidisca questo “minimizzare” ma è proprio così che stanno le cose, anche a me infastidisce parecchio il fatto che se uno parla in TV in napoletano è normale e pure da considerarsi simpatico, mentre se invece parla un bergamasco, un bresciano o un veneto viene bollato come ignorantone, non per questo vado in giro per blog a stracciarmi le vesti 🙂

  19. Hybris ha detto:

    p.s
    D’accordo che siete meno industrializzati e più poveri, ma non son poi così d’accordo sul fatto che consumiate meno, visto che il costo della vita è esattamente la metà di quello del nord.
    così… giusto per puntualizzare.

  20. Francesco Napolitano ha detto:

    Io invece ti quoto, ci sono alcune perle che non possono essere tralasciate:
    “La Lega non chiede che la Campania torni alla gestione ordinaria…”
    Cioè, noi vogliamo l’autonomia ma voi dovete essere messi sotto tutela, amministrati come una colonia. Basta essere chiari, ora so che questa è l’ideologia leghista. Interessante, questo federalismo a senso unico.

    “Riguardo a Salvini mi spiace ti infastidisca questo “minimizzare” ma è proprio così che stanno le cose, anche a me infastidisce parecchio il fatto che se uno parla in TV in napoletano è normale e pure da considerarsi simpatico, mentre se invece parla un bergamasco, un bresciano o un veneto viene bollato come ignorantone, non per questo vado in giro per blog a stracciarmi le vesti”
    E’ proprio così che stanno le cose? Ma davvero? Cioè, i napoletani puzzano e non si lavano? 😀 Guarda che in quanto a igiene personale la gente qui non ha niente da invidiare ai bergamaschi, bresciani ecc. Tra parentesi, a Brescia ci sono stato a dicembre scorso, ospite di un’amica bresciana, bresciana nata e vissuta a Brescia (il padre è di Rovigo e la madre è bresciana doc): non sentirai certo da me definire i bresciani “ignorantoni”, o cose del genere. Sono abituato a non dare giudizi grossolani, mi ritengo una spanna superiore a gente come Salvini.

    “D’accordo che siete meno industrializzati e più poveri, ma non son poi così d’accordo sul fatto che consumiate meno, visto che il costo della vita è esattamente la metà di quello del nord.
    così… giusto per puntualizzare.”
    Visto che qui riusciamo a consumare quanto voi grattandoci la pancia e ottenendo con facilità estrema pensioni di invalidità, e visto che qui la vita costa poco, perché voi leghisti non vi trasferite in massa qui, nel paese della cuccagna? Più che “razzisti”, a questo punto, siete fessi. 😉

    Direi che le prove di dialogo possono interrompersi qui: non ho intenzione di infestare il blog di Gabriele (al quale devo ancora una risposta su cose ben più serie) con sterili dispute di campanile. Mi dispiace, ma devo concludere che quello che si dice sui leghisti nei bar di tutta Italia ;), anche in alcuni bar di Brescia dove sono recentemente stato, è vero. 🙂

  21. Francesco Napolitano ha detto:

    Faccio anch’io un’aggiunta, o meglio una rettifica: metà della famiglia materna della mia amica bresciana è di Padova. Rettifico per due ragioni: primo, perché girerò a Francesca questo “dialogo”, visto che, animata dalla stessa intelligente curiosità di Gabriele, sta scrivendo una tesi di laurea sulla Lega; secondo, perché quando la Lega proclamerà che i bresciani di origine veneta non sono veri bresciani ;), potremo metterla sulla lista nera.

  22. Hybris ha detto:

    Dubito tu possa permetterti di darmi lezioni sui bresciani, in quanto essedolo (come sono anche veneto), penso di conoscerli meglio di te 😀
    E ti ricordo anche che quanto a provincia siam il partito di maggioranza relativa quindi le chiacchere che tu asserisci di sentire nei bar di brescia si sciolgono come neve al sole quando i suddetti entrano nelle urne.
    Misteri del segreto del seggio ne?

    Detto questo una colonia in genere da soldi alla madrepatria, se questa è improduttiva e anzi è addirittura un costo si chiama in una maniera diversa.

    Seconda cosa non ho detto che quello che ha detto Salvini è vero, ho detto che è vero che si parla male dei napoletani, a torto o a ragione che sia, ma visto che non ti interessa capire ma solo polemizzare lascio perdere. Da come scrivi mi sembri sufficientemente intelligente per comprendere da solo questa differenza, se non la capisci i casi sono due: o ti ho sopravallulato oppure ci marci sopra, in ambedue le ipotesi alla fin fine il risultato non cambia.

    Poi, noi leghisti non ci traferiamo perchè stiamo bene dove stiamo, non abbiamo velleità parassitarie perchè viviamo comodamente con quello che produciamo, il nostro unico problema è una cambiale in continua scadenza che nonostante 60 anni di assistenzialismo a pioggia ancora non ha prodotto nulla, ma non preoccuparti che anche questo problema è in via di risoluzione e allora vedremo chi produce e chi invece ha tempo di farsi i giri per l’Italia fra una chiacchera e l’altra.

    p.s
    E’ un po’ dura che la Lega “proclami” che i bresciani di origine veneta non son bresciani, anche perchè se conoscessi la nostra storia sapresti che Brescia è stata volontariamente sotto l’egida della Serenissima per parecchi secoli, ma non pretendo di insegnarti nulla, voi… come spesso sento dire, siete “nati imparati”

    ciao 😉

  23. Hybris ha detto:

    P.S
    “più che “razzisti”, a questo punto, siete fessi”

    Hai ragione, siamo davvero fessi.
    In compenso però i razzisti sono i tuoi conterranei che hanno dato fuoco ad un campo nomadi e a hanno cercare di linciarli.
    Prima di dare le lezioncine sarebbe meglio guardarsi in casa e fare un esamino di coscienza, anche perchè le lezioni da chi è privo della cattedra necessaria , o se preferisci dello spessore di condotta indispensabile per elargirle fanno solo molto ma molto ridere. O se preferisci piangere.
    touchè.

  24. Francesco Napolitano ha detto:

    “touchè.”
    Stoccata fuori bersaglio. 😉 Mai affermato che i miei conterranei siano immuni da intolleranza. Ti sfugge, da numerosi post ormai, che l’argomento non è “settentrionali” (verso i quali non ho espresso giudizi offensivi, mi sembra: mica sono Salvini 😉 ) vs. “napoletani”, ma le politiche della Lega e il suo antimeridionalismo. Se poi vogliamo avventurarci sul terreno nomadi e rom, apri un altro capitolo: non so quanto ti convenga. Da elettore (non militante, quindi ancora provvisto di senso critico) della sinistra radicale sono io a non accettare lezioni di tolleranza nei confronti degli stranieri (posto che molti rom e sinti sono cittadini italiani). Io non ragiono per categorie etnico-geografiche e non scenderò mai sul terreno della rissa da campanile: primo, per rispetto a Gabriele che ci ospita; secondo, perché non mi interessa.
    Se non cogli il sarcasmo sulla fessaggine (risposta sarcastica che evidenzia l’idiozia di un Sud paese di Bengodi, dove nessuno lavora), sei messo maluccio: così come non hai colto l’iperbole sarcastica dei bresciano-veneti non veri bresciani. Sono sufficientemente versato in storia patria (io la chiamo ancora così, i leghisti non so) per sapere che Brescia è stata veneziana fino al Trattato di Campoformio. Da bresciano doc (anzi, scusa, bresciano-veneto 😉 ) saprai anche che ci sono bresciani che non voterebbero Lega nemmeno sotto tortura: quindi, per onestà, non parlerei a nome di tutti loro, se fossi in te.
    “Seconda cosa non ho detto che quello che ha detto Salvini è vero, ho detto che è vero che si parla male dei napoletani, a torto o a ragione che sia”
    Siamo arrivati a un punto fermo: Salvini ha detto una minchiata. Amen. Posso tornare a lavarmi, ora? Oggi è una giornata piuttosto calda e ora che Salvini mi ha fatto scoprire il sapone (e io che pensavo che fosse commestibile) vorrei sperimentarne le qualità.
    Buona giornata. 🙂

  25. Hybris ha detto:

    Fuori bersaglio è una tua opinione, cavillare ti serve a poco temo.
    Che tu sia un elettore (fiero) di sinistra radicale non ne avevo il minimo dubbio, l’ho capito quando hai glissato, probabilmente (e giustamente) vergognandoti, dell’amministrazione (di sinistra) della tua città per fare invece la parte dell’offeso.
    Giusto per puntualizzare, che non fa mai male, nemmeno il sottoscritto ragiona per categorie etnico-linguistiche, ma per categorie culturali. Non sono il colore della pelle ne la latidudine ad essere discriminti ma una certa cultura del “chiagne e fotte”, come del resto ogni altra cultura che non mira alla produzione ne all’ autosostentamento.

    Detto questo sei tu ad essere messo male quanto ad “iperboli sarcastiche” o perlomeno denoti un penoso e inappropriato senso del comico. Se conoscessi per davvero la Lega sapresti l’importanza che diamo alla storia regionale e provinciale di ogni comune del nord, non è un caso se accanto alla bandiera della Lega fuori dalla sede di Brescia (ma anche davanti a molti municipi, guardacaso sempre leghisti) c’è il vessillo di San Marco a spada sguainata, sperando che tu che sei sittanto erudito di storia, sicuramente più di me che la studio per curriculum universitario, ne conosca il significato, ma non preoccuparti che wikipedia potrebbe esserti nuovamente d’aiuto 😉
    E visto che siam in argomento quando si parla di Serenissima si parla della storia di uno stato con un millennio di vita propria, poca roba a confronto di centocinquanta anni di disgrazie. La “storia patria” se mai è quella che concerne la conquista del meridione da parte dei Savoia, la massoneria, uno splendido ventennio fascista che ci ha regalato guerra e morte e sessantanni di stato centralista parassitario. Tutta un’altra storia dammi retta, altro che “storia patria”.

    Ah c’è un’ultima cosa e poi chiudo lasciandoti l’onore-soddisfazione-gloria (o meglio… il contentino) dell’ultima parola. I bresciani che non voterebbero mai lega solitamente son quelli che svolgono il mestiere del “michelas”. Perchè non chiedi alla tua amica di Brescia di che si tratta, vedrai che scoprirai affinità culturali con questa categoria, non a caso son gli unici qui che votano sinistra radicale.
    Buona giornata a te 😀

  26. Francesco Napolitano ha detto:

    Ma come, mi sforzo ad abbassarmi al livello “unoristico” delle canzonacce di Salvini e mi stronchi così? Forse preferisci l’umorismo alla Gentilini, con gli stranieri travestiti da leprotti? Cosa dovrò tirare dal cilindro, in quel caso, un leprotto in carne ed ossa? 😉
    Ascolta: non sei a Pontida, astieniti dall’uso propagandistico della storia.

  27. Francesco Napolitano ha detto:

    Ti segnalo, a proposito di storia, un filmato di Borghezio:

    Trentaquattro secondi di delirio (alla faccia di chi non ragiona per categorie etniche) e di distorsioni storiche ed identitarie. Quiz: cerca l’errore. Ti do delle indicazioni: levantino-mediterraneo/Serenisssima/Lepanto e Longobardi/Benevento. Arrivaci da solo, non ho voglia di darti ulteriori spiegazioni.
    Riguardo al mio “glissare” sulla “mia” amministrazione comunale: sono un napoletano di provincia, il mio comune è amministrato dal PdL. Se vuoi sapere per chi ho votato alle ultime provinciali, ho votato per Tommaso Sodano di Rifondazione, che è l’uomo che ha denunciato alla Procura di Napoli Bassolino e la lombarda Impregilo per la truffa delle ecoballe fasulle.
    “I bresciani che non voterebbero mai lega solitamente son quelli che svolgono il mestiere del “michelas”. Perchè non chiedi alla tua amica di Brescia di che si tratta, vedrai che scoprirai affinità culturali con questa categoria, non a caso son gli unici qui che votano sinistra radicale.”
    Se sei così chiuso perfino con i tuoi concittadini che non la pensano come te, dubito che possa esserci ancora un confronto. Credo che sia meglio chiuderla qui. 🙂
    Ti faccio, sinceramente, i miei migliori auguri per il proseguimento dei tuoi studi universitari.

  28. Francesco Napolitano ha detto:

    Da questa chiacchierata ricavo l’impressione che tu sia un ragazzo intelligente: posso aggiungere, come chiosa finale e definitiva, l’auspicio che tu rimanga vigile e critico? Difendi le tue idee, rimani leghista se vuoi, ma pensa sempre con la tua testa. Arrampicarsi sugli specchi con argomenti del tipo “Salvini non ha detto la verità e ha sbagliato, ma in fondo tutti parlano male dei napoletani, quindi non ha fatto niente di male” non mi sembra granché. Se io parlo male dei leghisti perché lo fanno tutti, non esercito il mio senso critico nel modo adeguato: quello che dicono “tutti” (sono proprio “tutti”?) non è necessariamente vero. Gli slogan vanno bene per vincere le elezioni, la complessità del reale è qualcosa di diverso. Non puoi lamentarti che “tutti” parlino male dei leghisti se poi tendi a incasellare gli altri in categorie rigide e statiche, siano questi altri gli stranieri, i meridionali o i bresciani di sinistra.
    Spero di essere stato chiaro e che questo confronto ti sia stato in qualche modo utile 🙂
    Saluti,
    Francesco

  29. Francesco Napolitano ha detto:

    “Purtroppo gli studi sulla “questione meridionale” sono diventati loro stessi una “questione”.
    È chiaro che se siamo nel 2009 e continuiamo a rapportarci al problema riportando le Lettere Meridionali di Pasquale Villari e la celebre inchiesta Franchetti-Sonnino, qualcosa non va.
    Se ci mettiamo anche di mezzo il ventennio fascista, con la finta risoluzione della “questione meridionale” e, di fatto, l’annullamento di qualsiasi forma di studio e di ricerca sociale sul tema, allora il gioco è fatto.”

    Caro Gabriele,
    mi sono finalmente preso un po’ di tempo per rispondere ad alcuni tuoi punti. Lo studio e la ricerca sociale, in tutti i campi, non è affatto annullata: è confinata ad un ambito regionalistico. Detto in altre parole, di studi accademici sul Sud (sul Sud, non necessariamente sulla “questione meridionale”), anche molto recenti, ne esistono a caterve: potresti riempirci un’intera biblioteca.

    “l’emergenza rifiuti a Napoli (ma anche a Palermo, solo che non se n’è parlato così tanto) non si risolve spegnendo le telecamere e dichiarando gaudente alla stampa di avere risolto il problema.”
    Ecco, l’emergenza rifiuti: di libri sull’argomennto ce ne sono tanti e alcuni sono ottimi. Te ne consiglio in particolare uno: “Ecoballe” di Paolo Rabitti (un ingegnere di Mantova, consulente di diverse procure italiane in processi ambientali), Aliberti Editore: spiega la (cosiddetta) emergenza campana per quello che è stata (e che è tuttora, nonostante “le dichiarazioni in tono gaudente” di alcuni, anche di esponenti della Lega) una gigantesca truffa seguita a un appalto truccato.

    “Non ho indagato approfonditamente sul tema del meridione perché esulava dai miei obiettivi”
    Per una semplice tesi di laurea triennale sarebbe stato troppo. Il mio “appunto” era generale, non rivolto a te in particolare.

    “Ai giovani militanti che ho intervistato, posso rimproverare solamente un “eccesso di pragmatismo””
    Anch’io mi sento pragmatico, ma il pragmatismo non può prescindere dalla conoscenza dei fatti. Ad esempio, nella conversazione con Hybris ho trovato i suoi argomenti deboli e la sua difesa di Salvini debolissima.

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